In Italia nel 2008 un addetto su 20 era occupato nel turismo. Il valore citato dall'Istat nel volume "noi Italia" presentato recentemente indica un livello superiore a quello medio europeo e appare in crescita. La quota di occupati in Italia è, infatti, del 5% sul totale della forza lavoro.
Siamo l'ottavo paese per quota di occupati nel settore dietro Malta, Spagna, Grecia, Cipro, Portogallo, Austria e Irlanda. Si tratta in pratica di 1 milione 200 mila occupati dislocati in modo prioritario nelle regioni del Centro. Nello specifico le aree con la maggior quota di lavoratori è la provincia autonoma di Bolzano e la Valle d'Aosta (rispettivamente con il 10,8 e l'8,7%) seguite da Liguria e Toscana (entrambe col 6,8%) e Sardegna 86,4%9.
Tra il 2004 e il 2008 la quota di occupati ha segnato un incremento dello 0,4% con una maggiore crescita nel Centro (+15) grazie alla Toscana che ha sfiorato il 2% di incremento. Complessivamente si tratta di dati interessanti che fanno però intravedere una struttura "produttiva" fortemente squilibrata nel territorio nazionale. Il turismo in molte zone d'Italia è ancora un fatto esclusivamente legato alla stagionalità e, dunque, transitorio incapace di definire i contorni di uno sviluppo robusto e duraturo. Questo lo riescono a fare soltanto le regioni (appunto quelle del centro) con una spiccata propensione alla diversificazione dell'offerta.
A questo si aggiunge la precarizzazione del lavoro che comunque "sporca" i dati della crescita dell'occupazione.
































