Sono otto milioni di euro di contributi. E arriveranno dalla Regione Emilia-Rmagna agli albergatori per riqualificare le strutture ricettive . In tempi di crisi e di tagli agli investimenti e alle spese si tratta di un bel gesto. Bisogna vedere come gli interessati utilizzeranno queste risorse previste dalla legge 40.
Non ci riferiamo a un settore marginale, ma di un comparto che muove un pezzo importante del Pil regionale, che garantisce occupazione e reddito indotto. I numeri della ricettività in Emilia-Romagna (2008) sono infatti di tutto rispetto.
Parliamo di 4527 alberghi e di 3316 strutture extralberghiere pari rispettivamente al 13,2% e al 3,45 dell’offerta nazionale. La ricettività emiliano romagnola garantisce dunque 391 mila posti letto (289 mila negli alberghi e 101 mila nell’offerta complementare) e 163 mila camere (di cui 150 mila in alberghi e 13 mila nel resto).
Altri dati significativi riguardano la costa dove sono localizzate 4816 strutture ricettive, con il 76,3% degli alberghi di tutta la regione (3453) che offrono 301 mila posti letto e 124 mila camere.
E’ da tempo che al centro del confronto tra gli operatori e gli amministratrori pubblici è emersa la necessità di rinnovare e riqualificare le strutture esistenti. Ora il “divertimentificio” ha deciso di rifarsi il look e la Regione ha messo sul piatto appunto 8 milioni, ricavati dall’assestamento di bilancio.
Per il presidente Errani si tratta di un “gesto forte”. Come dargli torto quando il governo non fa che tagliare (via 20 milioni dal bilancio Enit) o avviare azioni unilaterali,come regalare alla Brambilla il ministero senza interpellare le Regioni che hanno competenza esclusiva sul turismo.
In attesa di vedere all’opera la rossa salmonata la Regione si muove da sola. L’assessore Pasi spiega che accanto agli 8 milioni ci sono anche i finanziamenti per la promo-commercializzazione con i quali la Regione mette nel turismo qualcosa come 30 milioni di risorse proprie a cui si aggiungeranno quelle comunitarie.
Ora spetterà agli interessati (albergatori e operatori in genere) sfruttare questa possibilità che offre il bando regionale. L'Emilia-Romagna è certamente una griffe di successo, ma non si vive solo di ricordi.
































