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La Pelosa di Stintino muore: come salvare una delle perle del Mediterraneo

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pelosaLa spiaggia della Pelosa di Stintino arriva in Parlamento. Non è la prima volta che la questione della salvaguardia di una delle spiagge più famose del Mediterraneo viene sollevata come simbolo di un ineluttabile  destino affidato alla buona volontà degli uomini.

Questa volta è Ermete Realacci, responsabile Green economy del Pd, a sollevare il problema con un’interrogazione al ministro Prestigiacomo chiedendo di fare presto. La spiaggia della Pelosa, infatti,  vive da anni un inesorabile declino: dal restringimento progressivo alla scomparsa definitiva il passo è breve.

“La famosissima spiaggia della Pelosa a Stintino in Sardegna – scrive Realacci al ministro – rischia di sparire a causa dell’erosione costiera,  che anche a causa dell’eccelelarsi dei mutamenti climatici, di anno in anno porta via metri di arenile. Un danno enorme che senza i necessari interventi di recupero, potrebbe rovinare per sempre una delle spiagge più belle e famose del nostro Paese”.

La scomparsa della spiaggia della Pelosa e delle sue dune non sarebbe solo un danno incalcolabile all’ecosistema ma anche un guaio per il turismo che vedrebbe venir meno una delle mete più apprezzate dalle comitive di italiani e stranieri che occupano le porzioni dell’ormai striminzito arenile sin dall’alba.

Le proposte per salvare la Pelosa non sono nuove ed esiste ora un progetto di ricerca e di recupero per lo sviluppo del turismo sostenibile. Fra le azioni previste c’è quella di far arretrare la strada costiera che oggi taglia il sistema delle dune alle spalle della spiaggia che consentirebbe il freno all’erosione e il ripristino dell’ambiente naturale.

Questi  e altri progetti sono fermi nel cassetto. Sarebbe necessario che ministero e Regione, d’intesa col Comune di Stintino e l’Università, concertassero, discutessero, finanziassero. Seguendo la strada del turismo compatibile e rispettoso dell’ambiente, ci sarebbero anche le necessarie ricadute economiche degli operatori che, invece, avrebbero tutto da perdere dalla scomparsa della spiaggia.

Il cemento che come una metastasi ha aggredito progressivamente dagli anni sessanta Stintino trasformandola in una località brulicante e affannata in estate e spettrale d’inverno, non porta sviluppo e tutela ma ricchezza effimera. Stintino dovrebbe essere una delle località laboratorio dove sperimentare il rinnovamento. Ma in Sardegna, dopo la caduta di Soru, spira un vento che fa sorridere solo i palazzinari annidati nelle coste.

 

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