www.fuoripagina.net

Tuesday
May 22nd
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Piazza Fontana, 40 dopo: la terribile verità di una strage fascista e dello Stato

E-mail Stampa PDF

strage-di-piazza-fontana-19681Erano le 16,30 del 12 dicembre 1969. La bomba collocata nella sede della Banca nazionale dell’agricoltura in piazza Fontana a Milano, esplode uccidendo 16 persone e ferendone 87. Dalle 16,45 alle 17,30 in quello stesso pomeriggo di sangue esplodono altri tre ordigni a Roma e un altro viene trovato a Milano. La strategia della tensione ritrova la sua anima stragista. Dopo Portella della Ginestra di 22 anni prima, un nuovo inquietante tassello della lotta alla democrazia viene inserito dalla manovalanza neofascista di Ordine Nuovo con la complicità accertata del Sid, il servizio segreto italiano.

 

In quel 1969, attraversato dalle grandi mobilitazione operaie, i neofascisti fanno le prove generali del golpe che sarebbe dovuto scattare nel dicembre del 1970. Quell’anno si contano ben 22 attentati, tutti di matrice neofascista. L’obiettivo delle bombe del 12 dicembre è probabilmente far proclamare uno stato d‘emergenza da parte del governo, allora presieduto dal democristiano Mariano Rumor. Tentativo non andato in porto. Pochi giorni dopo l’anarchico Pinelli vola dalla finestra della questura di Milano dopo un interrogatorio da parte del commissario Calabresi, successivamente assassinato da un commando di Lotta Continua.

La strage è di Stato: il servizio segreto italiano lavorò per allontanare la scoperta della verità. I governi sapevano. Il Sid coprì i neofascisti, li protesse e li fece espatriare. Finanziò Ordine Nuovo. Depistò le indagini e distrusse prove. Cercò di far percorrere la pista anarchica, inventò il “mostro” Valpreda per occultare il ruolo dei fascisti Freda e Ventura. Il Sid e i settori deviati della politica italiana allora dominata dalla Dc volevano la strategia della tensione perché avrebbe giustificato la comoda teoria degli “opposti estremismi” in funzione anti-Pci.

Dopo quarant’anni quella strage è rimasta senza colpevoli. Lo riconosce anche il presidente Napolitano. La Cassazione conferma che la matrice è quella di Ordine Nuovo e che i neofascisti avevano rapporti organici, di lavoro e di collaborazione, col Sid. La strage è stata evidentemente una manovra per condizionare la politica, seguendo quel filo solido e mai spezzato nato dalla strage di Portella dela Ginestra 8mafia, americani e X Mas), proseguito con il tentativo di golpe di De Lorenzo, con l’assassinio di Enrico Mattei. Dopo la bomba milanese ci fu il fallito colpo di stato di Junio Valerio Borghese del 1970.

Il 30 giugno 2001 la Corte d’assise di Milano condanna i neofascisti Delfo Zorzi (oggi agiato “esule” in Giappone dove fa l’imprenditore), Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni all’ergastolo. Ma questi tre imputati saranno assolti in appello il 12 marzo 2004, sentenza confermata il 3 maggio dell’anno successivo dalla Cassazione. E’ stata confermata che la matrice delle stragi è il neofascismo di Ordine Nuovo ma i misteri restano densi: la verità si intuisce, le carte giudiziarie confermano la politica stragista di pezzi dello Stato. Ma bisogna aprirli tutti gli archivi, togliere i segreti, anche quelli inconfessabili.

Piazza Fontana non è rimasta un episodio isolato. Sono seguite le stragi dell’Italicus, di piazza della Loggia e di quella della stazione di Bologna. L’Italia è stata attraversata dal terrorismo fascista e dall’eversione dell’estremismo di sinistra. La guerra fredda ha prodotto servizi segreti deviati che si sono sovrapposti e intrecciati con le trame nere, con Gladio, con l’altra centrale occulta chiamata Anello. E quanti misteri sono ancora da decifrare sul caso Moro, sulle Br, sul ruolo della P2 che, evidentemente, non è mai morta.

Condividi questo articolo

 
" Fuoripagina.net non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornata senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001 "

Video Preferiti

Foto

Braccianti manifestazione 1946_b 1 maggio ferrara 1947 Braccianti manifestazione 1946_a 1 maggio ferrara 1948_ c 1 maggio ferrara 1948_ b festa 1 maggio 1948 b corteo braccianti lagosanto 1948 Sciopero lagosanto 1948 1 maggio ferrara 1948_ a 1 maggio ferrara 1948_ d festa 1 maggio 1948 a img011 img022 img020 img023 img017 img012 img019 img013 img024

Bibliografia

2imgl001 2imgl002 2imgl003
imgl004 imgl005 imgl005
imgl005