www.fuoripagina.net

Sunday
May 20th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

La casa privata del despota, ritorno all'antico regime

E-mail Stampa PDF

di Palazzo-GrazioliSandro Roggio

“Gli alleati saranno ricevuti a Palazzo Grazioli”;  “Berlusconi ha convocato a Palazzo Grazioli questo o quella”.  La casa romana di Berlusconi è di nuovo il baricentro della vita politica. Era prevedibile.

 Colpisce che questa doppiezza sia ben accolta ( Palazzo Grazioli maiuscolo), e che   passi il messaggio proprio come serve a Berlusconi e a chi la frequenta ( c'è chi esce dal retro di casa Berlusconi, ma meglio dire dalla porta secondaria di Palazzo Grazioli). Non si dice che quel palazzo è una lussuosa casa privata; e non una succursale di Palazzo Chigi. L’informazione penetra  come serve, è l'implicito che conta come nelle più accorte pubblicità.

 La casa del premier, come ieri quella del principe, è il luogo delle decisioni vere. Tutto succede lì. Nelle altre sedi – fliali ?– si confermano decisioni prese nella casa romana o in Gallura ( ne ha scritto Eugenio Scalfari di recente).

In fondo in Italia  i palazzi pubblici sono stati marginali nell’attività politica ( di più in alcune fasi). Hanno contato le sedi dei partiti (  fino ai tempi di Botteghe Oscure/Piazza del Gesù, ecc.); e anche qualche suite di albergo.

Mai come ora abbiamo avuto la sensazione di un ritorno ad antiche consuetudini: quando le stanze  dei  palazzi, facevano da  sfondo a faccende private  e ad affari  di stato in un incomprensibile intreccio, e le comunità  ignoravano le fattezze dei luoghi dove si  decideva spesso  della vita o della morte di qualcuno.

 Insomma il potere è stato a lungo amministrato senza che vi fosse un  confine tra case private e sedi istituzionali, spesso coincidenti. Il potere  aveva  allora  poca convenienza  ad esercitarsi  fuori dalle mura domestiche; il palazzo del signore era  bello e comodo più di qualsiasi luogo aperto al pubblico; soprattutto buono per tutti gli usi: oltre agli ambienti privati vi erano locali destinati alle cerimonie  e agli incontri solenni. Ogni occasione era buona ( un banchetto, una festa in maschera, una notte d’amore) e  ogni stanza adeguata.per prendere decisioni.

Cosimo dei Medici, pensava il complesso degli Uffizi  come estensione  del Palazzo Vecchio per trasferirvi il suo studio nei piani alti  e le le magistrature  ai piani terra, che così potrà controllare più agevolmente. Poi tutte le regge sono state progettate come organismi autosufficienti per  rappresentare  l’autorità  incondizionata del sovrano: accentrare  la parola d’ordine.

Ma non è più così dopo le rivoluzioni: dovrebbero farci un po' di attenzione gli organi di informazione. Il regime antico è finito da un pezzo. E  fare apparire la casa del presidente come il motore di ogni iniziativa, ha l’aria di una goffa voglia di restaurazione. (Secondo Joe Klein, del  “Guardian” Berlusconi è “un despota benigno di un regno virtuale progettato da lui stesso”; ma chissa).   E se intanto cominciassimo a chiamare quel palazzo “la casa di Berlusconi”? Troppo irriguardoso? In fondo ai tempi di Prodi si diceva che aveva passato il fine settimana nel suo appartamento di Bologna.

 

Condividi questo articolo

 
" Fuoripagina.net non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornata senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001 "

Video Preferiti

Foto

Braccianti manifestazione 1946_b 1 maggio ferrara 1947 Braccianti manifestazione 1946_a 1 maggio ferrara 1948_ c 1 maggio ferrara 1948_ b festa 1 maggio 1948 b corteo braccianti lagosanto 1948 Sciopero lagosanto 1948 1 maggio ferrara 1948_ a 1 maggio ferrara 1948_ d festa 1 maggio 1948 a img011 img022 img020 img023 img017 img012 img019 img013 img024

Bibliografia

2imgl001 2imgl002 2imgl003
imgl004 imgl005 imgl005
imgl005