Il no degli svizzeri alla costruzione di nuovi minareti andrebbe analizzato sotto un certo numero di aspetti. Il primo riguarda certamente una questione generale: il rispetto della volontà popolare può andare contro i valori universali della democrazia? La libertà religiosa è uno dei fondamenti dello stato laico, opposto all’idea di stato confessionale come in Iran e, come in Italia, probabilmente vorrebbe la Lega. Il referendum svizzero mina davvero questi fondamenti solo perché accetta l’ida di non costruire minareti?
Il rischio è alto. Bene comunque hanno fatto l’Europa, le forze politiche laiche, progressiste o moderate, e lo stesso Vaticano a mettere l’accento sulla libertà di culto che sarebbe comunque minacciata. Perché è proprio vero che nel vecchio continente stanno incubando i germi del razzismo, del nuovo fascismo, dell’intolleranza. Il problema però è anche un altro e la sinistra italiana ed europea non dovrebbe avere timore nell’affrontarlo: amici islamici, perché la vostra religione fa tanto paura?
Fa paura solo agli ignoranti come dice Tahar ben Jelloun ? (su la Repubblica del 1 dicembre). Oppure perché attorno all’Islam, alle sue regole (vere o presunte) al suo apparato di dogmi comportamentali, a quell’immagine medievale, oppressiva e anche sanguinaria che si porta dietro (a torto o a ragione) si è creata una zona rossa, un cordone sanitario, una ripugnanza?
Noi che siamo (forse) lontani parenti di Voltaire e Rousseau (ma anche di Robespierre e Lenin), passati dal feudalesimo alla rivoluzione francese, dalla rivoluzione industriale al capitalismo, dall’assolutismo al (presunto) socialismo e alla democrazia attraverso gli strappi e le dure necessità della storia (e che la consideriamo non uno sviluppo lineare ma come una continua e costante lotta delle classi per l’egemonia), ebbene per noi l’Islam è ancora un buco nero.
Molte persone di sinistra, progressiste, rispettose di tutte le religioni guardamo con fastidio alle ingerenze della chiesa cattolica apostolica romana, alla sua chiusura verso i diritti delle donne (aborto e divorzio in primis), alla sua testarda e ostile ossessione verso le famiglie di fatto e l’omosessualità.
Allo stesso tempo si osserviamo con crescente preoccupzione l’uso politico della religione islamica, piegata a seconda delle convenienze a favore di guerre sante o a sostegno di un arretramento generale di usi e comportamnti. Agli italiani e ai francesi, ma anche ai belgi o agli inglesi, il velo non piace. Come non piacciono i sermoni in arabo. Né la doppiezza sulla democrazia.
Gli islamici oggi sono “gli altri”. E pagano certamente la radicalizzazione e l’ostracismo culturale nato con la guerra di civiltà scatenata da Bush in risposta al terrorismo fondamentalista. Le guerre e l’oppressione aiutano l’estremismo e i fanatismi anche se, verso il terrorismo islamico, la guerra deve essere condotta senza se e senza ma. Come? Non certo alla maniera degli Usa (che si sono inventate pistole fumanti come prove fasulle e che hanno persino evitato di prndere Bin Laden: era troppo presto, c’erano molti affare da completare e molti morti da seppellire).
Perché, dunque, amjci islamici non siete più quelli di qualche anno fa? Quando i palestinesi dell’Olp, quelli di Fatah come del Fpdlp erano combattenti laici. Al pari di governi che si erano affrancati dal colonialismo dopo lunghe e sanguinose lotte. Perché in Egitto e in Algeria, in Turchia e nel medio oriente avanzano i fondamentalisti mettendo in discussione i governi arabi cosiddetti moderati?
Le responsabilità americane sono gravi ed evidenti: hanno prima armato i talebani contro i sovietici e poi non li hanno più controllati. E, al pari degli israeliani, hanno criminalizzato Arafat, aiutando le formazioni fondamentaliste come Hamas in funzione anti-Olp.
L’islam in Italia è visto come una minaccia costante al nostro modo di vivere: comportamenti, abitudini, usi e costumi sarebbero a rischio di contaminazione. Questo crea paura, allarme e angoscia come tipici sentimenti di chi si sente debole. Allo stesso modo il timore dell’islamico è andato di pari passo con l’aumento dell’immigrazione (clandestina e regolare) che ha portato accanto a indubbi benefici anche numerosi problemi di convivenza.
La pretesa dei leghisti è che gli immigrati possono certo arrivare in Italia e lavorare, magari in nero, ma devono restare invisibili ed essere trattati come schiavi: memo stipendi e persino cassa integrazione più breve, Unitamente ai posti riservati ai soli italiani negli autobus. E’ chiaro che la Lega, per sua natura xenofoba e padronale, interpreta a modo proprio sentimenti che tuttavia esistono: li vellica, li esalta come “volere popolare”, non li media trasformandoli in linea politica. Ingenerando odio e scontro. Vogliono che le stesse persone che lavorano nelle loro fabbrichette restino invisibili e nascoste, chiuse nelle case a maledire il posto che li ospita
Eppure anche gli islamici devono fare uno sforzo se vogliono integrarsi ed essere accettati. Anzitutto “riprendere i testi e non ascoltare i falsificatori, i provocatori che utilizzano il dogma per istigare all’odio tra i popoli” (Ben Jelloun, cfr su La Repubblica). In sostanza isolare gli estremisti. Mandare i propri figli a scuola, evitare di pensare alla religione come una regola valida per tutti, accettare pienamente la democrazia e la libertà delle persone, partecipare alla vita sociale. Imparare l’italiano (meglio di Calderoli) e amare la Repubblica (più dei leghisti e di Berlusconi come minimo).
La strada è molto lunga per la convergenza egli estremismi portatori di visioni arcaiche e ingessate delle proprie tradizioni. E’ anche vero che è sbagliato affossare le nostre, di tradizioni. A molti il crocefisso non dà fastidio ma è sbagliato e offensivo esporlo negli uffici e nelle aule scolastiche: non perché disturbino qualcuno ma perché lo stato è laico.
La religione è l’oppio dei popoli. Ricordatevi cari islamici e cari cristiani o ebrei che il primo discrimine è l’uguaglianza dei diritti e il rispetto delle regole della democrazia. Siamo già im presenza di una concezione confessionale della politica (neoguelfa?) che sta producendo colossali idiozie come la poposta di inserire la croce nel Tricolore o imporre la scelta di come morire datta da moderni ayatollah cattolici.
La religione, le religioni, restino al proprio posto. Di papa-re ne abbiamo già avuti. E non desideriamo nemmeno califfati.
































