Nonostante gli allarmi periodicamente lanciati dalle gazzette dell’Italia clericale e talebana, continua a calare il numero degli aborti. C’è una legge dello Stato, la 194, che funziona nonostante il gravissimo boicottaggio dei medici che si dicono obiettori e che hanno raggiunto il 70%.
Dunque gli aborti in Italia calano e non vengono utilizzati come contraccettivo. E questo dato, contenuto nella Relazione annuale del ministero della Salute, conferma quanto miopi e faziose siano le analisi e le campagne portate avanti dai vari Buttiglione, Giuliano Ferrara, Roccella e Sacconi con la benevola attenzione della Chiesa.
Nel 2008 sono stati effettuate 121406 interruzioni volontarie di gravidanza. Circa 80.000 hanno riguardato donne italiane. Il calo è del 4,1% rispetto al 2007 e del 48,3% sul 1982 anno in cui si è registrato il più alto ricorso alla legge 194.
Inoltre l’aborto è in calo anche tra le minorenni che hanno registrato un tasso del 4,8 per mille inferiore a quello degli altri paesi. Complessivamente il tasso dell’Italia è tra i più bassi dell’Occidente.
Dunque, di cosa parlano i teocon, gli atei devoti, i clericali di vecchio e di nuovo conio? Col governo Berlusconi si è creato un asse reazionario che punta a rimettere in discussione principi di libertà e di autodeterminazione regolati dalle leggi, per sostituirli da una parte con un gaio libertinismo ad uso dei ceti ricchi e possidenti e, dall’altro, da una sovrapposizione di regole e precetti religiosi estranei alla laicità dello Stato.
Il vero scandalo è quel 70% di obiettori, in crescita. Medici che sfruttando la legge si oppongono a un diritto. Quello delle donne.
Ma il nostro Paese è pienamente dentro un tunnel oscuro, un’era culturale e politica di regressione sul campo delle libertà e delle regole sostituite da un bricolage autoritario cupo e arretrato. Come la vicenda della procreazione assistita e quella del fine vita hanno dolorosamente dimostrato. Gasparri e Quagliariello decidono come e quando dobbiamo morire.
































