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Politica

Il progetto eversivo di Berlusconi, un regime autoritario senza controlli

Il progetto eversivo di Berlusconi, un regime autoritario senza controlli

Mentre l’opposizione e una parte della stampa lanciano l’allarme per la democrazia, mentre il presidente della Repubblica ricorda – inascoltato – la centralità della libertà di stampa, mentre la pancia confindustriale si scompiscia tra applausi e risate alle barzellette di Berlusconi, mentre l’avvocato Ghedini fa sequestrare in Italia le foto delle feste orgiastiche di Villa Certosa, mentre l’Italia si umilia davanti a un dittatore nordafricano, mentre fascisti mai pentiti organizzano le ronde con le divise delle Ss ebbene, in questa situazione drammatica, Berlusconi sta già portando il Paese verso una situazione di guerra civile permanente.

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La Padania s'allarga. Perché avanza la comunità del rancore tra ronde e paure

La Padania s'allarga. Perché avanza la comunità del rancore tra ronde e paure

La Padania s’allarga? Le percentuali ottenuti dalla Lega di Bossi sotto il Po  sono certamente sorprendenti: 13,2% a Reggio Emilia, 10,2 a Ferrara, 20,3 a Pisa, 7,9% a Pesaro, 8,7% a Genova sino al 4% di Siena.

La Lega modifica dunque la sua ragione sociale da sindacato territoriale del Nord a contenitore di proteste e risentimenti che albergano ovunque, arrivando a porsi come rappresentante unico della “comunità del rancore” (definizione del sociologo Aldo Bonomi).

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Intercettazioni vietate, carcere per i giornalisti. I mafiosi ringraziano

Intercettazioni vietate, carcere per i giornalisti. I mafiosi ringraziano

Basta con le intercettazioni e norme che imbavagliano la stampa. Il patto tra Berlusconi e Bossi mette all’incasso un’altra legge vergogna, dopo i provvedimenti ad personam . Berlusconi impone il voto dela Camera su un provvedimento fatto passare per urgente (più del decreto sul terremoto o gli aiuti alla piccola e media industria): il ddl Alfano sulle intercettazioni telefoniche.

Le nuove  norme ostacoleranno le indagini perché le intercettazioni avranno limiti temporali e saranno possibili solo in presenza di gravi indizi di colpevolezza. I giornali saranno di fatto imbavagliati: non potranno pubblicare i testi delle intercettazioni nemmeno per riassunto e anche se non più coperte da segreto.

La destra non ha nemmeno voluto prendere in considerazione le osservazionio del procuratore antimafia Grasso.

Il ddl Alfano prevede il carcere per i giornalisti che trasgrediscono queste nome. I più fortunati potranno trasformarlo in sanzione pecuniaria.

Si tratta di un provvedimento che danneggia la magistratura e gli organi di polizia. Il governo mette la fiducia perché sa che nella sua stessa maggioranza sussistono forti dubbi. I delinquenti, mafiosi e camorristi, che non potranno essere più intercettati (compresi politici e colletti bianchi) e la faranno franca, ringraziano il Pdl e la Lega.

La roccaforte assediata. Il Pd, la sinistra e l'infezione leghista in Emilia-Romagna

La roccaforte assediata. Il Pd, la sinistra e l'infezione leghista in Emilia-Romagna

La roccaforte rossa dell’Emilia-Romagna tiene ma con fatica, aggredita più che dai cloni berlusconiani dall’infezione leghista e dalla frammentazione. Il Pd cala, anche di dieci punti, conserva la guida di gran parte delle amministrazioni ma è costretto al ballottaggio in centri importanti, a partire da Bologna.

Facciamo il punto della situazione. Il centro sinistra conquista al primo turno le province di Bologna (Draghetti col 57,26%), Forlì-Cesena (Bulbi, 50,46%), Reggio Emilia (Masini, 52,47) e Modena (Sabatini, 52,39%). Andrà al secondo turno in quelle di Ferrara (Zappaterra 49,77%), Parma (Bernazzoni 49,07%), Rimini (Vitali, 48,31%).  Perde invece la presidenza della provincia di Piacenza.

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La Sinistra di nuovo in piedi ma senza quorum. Prc-Pdci, fusione da accelerare

 La Sinistra di nuovo in piedi ma senza quorum. Prc-Pdci, fusione da accelerare

Le scissioni non pagano né chi le provoca né chi le subisce. Sinistra e Libertà non ha raggiunto il quorum, fermandosi al 3,1%, impedendo che lo raggiungesse la lista comunista, blooccata in volo al 3,4%. Eppure i due partiti della sinistra hanno, insieme, conquistato più del doppio dei voti ottenuti lo scorso anno dall’Arcobaleno.

La lista comunista e anticapitalista di Ferrero, Diliberto e Salvi, quel 4% lo vedeva alla propria portata. I comunisti avevano deciso di mettere un punto fermo, una certezza: riproporre la falce e martello come punto di riferimento per intercettare quell’elettorato di sinistra disorientato e desideroso di battersi per un’alternativa di governo.

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Plebiscito fallito, governo in minoranza. Opposizioni obbligate all'alternativa

Plebiscito fallito, governo in minoranza. Opposizioni obbligate all'alternativa

Berlusconi è sceso dal predellino ed è in minoranza nel Paese. Il referendum sulla sua persona ha dato un esito non brillante per il principe. Il Popolo delle libertà perde due punti percentuali rispetto alle politiche di un anno fa mentre la caduta di consensi del premier è arginata, ma solo in parte, dall’avanzata della Lega, partito egemone della coalizione di destra e che detterà la linea al Pdl.

 L’alleanza Pdl-Lega perde sulle politiche. Il Pd arresta la traiettoria del declino e supera l’asticella psicologica del 26%. I voti persi dal partito di Franceschini (7 rispetto al 2008) si dividono tra l’Italia dei Valori e le formazioni di sinistra. Nel complesso le forze parlamentari e non all’opposizione del governo Berlusconi si attestano al 49,6%.

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Fermare Berlusconi, un dovere repubblicano. Tutti ai seggi (anche i malpancisti)

Fermare Berlusconi, un dovere repubblicano. Tutti ai seggi (anche i malpancisti)

Berlusconi è un pericolo per la democrazia? E’ lo stesso allarme che lanciò Enrico Berlinguer, 25 anni fa, a proposito di Bettino Craxi.

Allora come adesso  era in atto il tentativo di trasformare la democrazia parlamentare in un sistema plebiscitario, delegittimare e mettere sotto controllo la magistratura e la libera stampa, ridimensionare il ruolo dei sindacati, controllare il sistema radio televisivo pubblico, indebolire la scuola pubblica.

Oggi la situazione è ulteriormente peggiorata. I sistemi di contrappeso istituzionale sono più deboli, le forze politiche sinceramente democratiche e fedeli alla Costituzione in difficoltà, la risposta dell’opinione pubblica è di apatia e stanchezza. Si avvera il piano di Gelli.

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La rabbia dei terremotati dimenticati da governo e tv. Ricostruzione non crociere

La rabbia dei terremotati dimenticati da governo e tv. Ricostruzione non crociere

Non trovano udienza nella scaletta dell’informazione televisiva, modellata per glorificare la figura del premier e accostarla sempre ad immagini positive. Eppure ci sono, esistono e soffrono.

Sono i terremotati dell’Aquila, scomparsi dall’attenzione dell’opinione pubblica e dall’agenda del governo, entrati nel cono d’ombra dopo le mirabolanti promesse fatte in favore di telecamera. Ora si stanno ribellando. Urlano, nel silenzio informativo umido di conformismo, di non essere “terremotati serie C”.

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La battaglia dell'Emilia-Romagna, la destra sogna ma la roccaforte rossa è solida

La battaglia dell'Emilia-Romagna, la destra sogna ma la roccaforte rossa è solida

L’Emilia-Romagna è considerata da Berlusconi una partita persa, terra ostile, anche antropologicamente, al suo universo fatto di ricchezza e veline, di corruzione (vedi Mills) e concezione proprietaria della cosa pubblica. Da tempo evita di fare in Emilia-Romagna ciò che fa altrove: passeggiate elettorali nei centri cittadini, visite ai commercianti e quant’altro. Sarebbe duramente contestato dai passanti.

Tuttavia, la battaglia che si gioca in questa regione è decisiva e rappresenta una sorta di spartiacque politico di alto valore simbolico. Da tempo nulla è più scontato come qualche anno fa. Il voto ideologico si è disperso lasciando il posto a un oceano di orfani della sinistra che, da queste parti, ha governato e gestito la cosa pubblica e organizzato il lavoro e la vita di milioni di cittadini in modo certamente ben più che soddisfacente.

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