
Segretario, la sinistra comunista è fuori da un anno dal parlamento. E’ un’assenza che pesa sulla qualità dell’opposizione?
Verrebbe da rispondere – con un po’ di sarcasmo, ma non andando troppo lontano dal vero – che in realtà l’opposizione proprio non c’è. Sembra che il PdL faccia governo ed anche opposizione a se stesso. Il PD ha trascorso questa prima parte della legislatura discutendo, prima, se dialogare con Berlusconi sulle riforme costituzionali, poi, discutendo sul futuro del partito (ma, in realtà, sul suo prossimo segretario). Tanto più, l’opposizione non dovrebbe essere svolta sulle sole vicende private del premier (che pesano, eccome, sull’immagine dell’Italia e sul suo degrado morale, ma certo non possono essere il terreno privilegiato di lotta per un’opposizione politica che ambisca a governare a sua volta al prossimo turno). Il punto è che però l’opposizione non può neppure essere solo costituita da invettiva o grida. Di Pietro ha occupato, certamente un vuoto: tanto da avere raddoppiato i consensi. Ma l’opposizione è contrasto e proposta insieme, se si vuole rappresentare un’alternativa credibile. Tutto ciò manca.