
La piazza dei farabutti. La piazza per insegnare e informare. Libertà di stampa e diritto al lavoro. Un sabato di libertà, allegro e sereno. Un argine contro lo strapotere di chi ha i soldi ma non la ragione.




La piazza dei farabutti. La piazza per insegnare e informare. Libertà di stampa e diritto al lavoro. Un sabato di libertà, allegro e sereno. Un argine contro lo strapotere di chi ha i soldi ma non la ragione.

E così Cappellacci ha gettato la maschera. Ci ha messo qualche mese, il tempo di far depositare la polvere sulle sue improbabili rassicurazioni a proposito dell’intangibilità delle coste sarde e poi ha cominciato a pagare le cambiali a chi lo aveva eletto.

A meno di un mese dallo svolgimento delle primarie aperte ai cittadini, gli iscritti al Pd, a metà del cammino congressuale, sembrano aver già scelto. Il 55,57% dei partecipanti ai congressi di circolo ha votato infatti Pierluigi Bersani, il 36,46% il segretario Dario Franceschini e il 7,96% Ignazio Marino. Non appena sarà terminata questa fase – per la quale sono chiamati a votare circa 800 mila iscritti – si aprirà quella delle primarie dove si attende la partecipazione di una platea più che doppia.

Siamo dunque arrivati al punto che il governo in carica, oltre a scegliersi i direttori dei Tg e di rete, detta le scalette delle trasmissioni televisive. L’istruttoria decisa dall’esecutivo a carico di Annozero, la trasmissione di Santoro in onda su Rai Due, è un’intimidazione violenta e illegale, un tentativo di spegnere la voce flebile della libera informazione, punire i giornalisti scomodi e rafforzare invece sui media (quelli Mediaset totalmente schierati e quelli Rai normalizzati) una rappresentazione falsa e fuorviante della realtà italiana. Insomma, vogliono controllare tutto

Dal 25 al 27 settembre e dal 29 settembre al 5 ottobre si terrà a Portomaggiore (FE), in piazza Repubblica, la Festa provinciale unitaria organizzata da Prc e Pdci. Si tratta di un'iniziativa organizzata per rafforzare la proposta di una federazione tra le forze della sinistra di ispirazione comunista e "amalgamare" meglio le coscienze e le pratiche politiche in vista di una possibile e necessaria unificazione tra i due partiti.

La battuta più velenosa l’ha pronunciata Denis Verdini, uno dei triunviri che gestiscono il Pdl per conto di Berlusconi (gli altri sono Bondi e La Russa): Fini, ha detto, ha un evidente problema di ruolo perché è sempre stato abituato a fare il leader di partito. Come dire: si rassegni, chi comanda è un altro. Lo scontro tra il presidente della Camera e Berlusconi sta aprendo scenari interessanti nel centro destra.

Segretario, la sinistra comunista è fuori da un anno dal parlamento. E’ un’assenza che pesa sulla qualità dell’opposizione?
Verrebbe da rispondere – con un po’ di sarcasmo, ma non andando troppo lontano dal vero – che in realtà l’opposizione proprio non c’è. Sembra che il PdL faccia governo ed anche opposizione a se stesso. Il PD ha trascorso questa prima parte della legislatura discutendo, prima, se dialogare con Berlusconi sulle riforme costituzionali, poi, discutendo sul futuro del partito (ma, in realtà, sul suo prossimo segretario). Tanto più, l’opposizione non dovrebbe essere svolta sulle sole vicende private del premier (che pesano, eccome, sull’immagine dell’Italia e sul suo degrado morale, ma certo non possono essere il terreno privilegiato di lotta per un’opposizione politica che ambisca a governare a sua volta al prossimo turno). Il punto è che però l’opposizione non può neppure essere solo costituita da invettiva o grida. Di Pietro ha occupato, certamente un vuoto: tanto da avere raddoppiato i consensi. Ma l’opposizione è contrasto e proposta insieme, se si vuole rappresentare un’alternativa credibile. Tutto ciò manca.

Onorevole D'Alema, inevitabilmente la prima domanda è sul «caso Boffo». Anche lei è convinto che le dimissioni del direttore dell'«Avvenire» rappresentino un fatto grave?
«È un caso che desta grande preoccupazione. Come desta preoccupazione il degrado impressionante della vita pubblica di cui il presidente del Consiglio è il principale responsabile».

Mi raccomando, scrivetelo che io queste cose le dico sempre con il sorriso... Certo, Cavaliere, si figuri, come no. Con un bel sorriso, la sera del primo settembre, data anniversario dell'invasione nazista della Polonia e dell'inizio della Seconda guerra mondiale, Silvio Berlusconi in visita a Danzica, la città polacca da cui partì tutto, prova ad affossare alcune istituzioni uscite dalla vittoria delle democrazie nel conflitto più sanguinoso della storia.