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Politica

Il dialogo della destra: smantellare la Costituzione. Brunetta svela i piani

Il dialogo della destra: smantellare la Costituzione. Brunetta svela i piani

La strategia è sempre la stessa: lanciare dichiarazioni politicamente scorrette, alcune a dir poco incredibili, per vedere l’effetto che fa. E sulla base delle reazioni che vengono provocate si decide se continuare con provocazioni sempre più inaudite oppure archiviare il caso in attesa di tempi migliori.

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Nichi Vendola, il caso Puglia e la sinistra: la sindrome della "gloriosa sconfitta"

Nichi Vendola, il caso Puglia e la sinistra: la sindrome della

Nichi è un poeta. Nichi è comunista e credente. Nichi è immaginifico e gioca con le parole. Nichi è preveggente e guarda sempre oltre: oltre il comunismo, più avanti della sinistra in una ricerca inesausta che piccona idoli e tabernacoli. Nichi è tutto e racchiude tutte queste aspirazioni, le confeziona, ridimensionandole, nella riconferma alla presidenza della Regione Puglia, considerata una sorta di sancta sanctorum dei desideri di una sinistra nuova che vuole sognare ma cerca di governare.

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L'illusione del dialogo: Berlusconi lo vuole per continuare a stare a galla

L'illusione del dialogo: Berlusconi lo vuole per continuare a stare a galla

Berlusconi rigira tra le mani, nella dorata convalescenza di Arcore, gli immancabili sondaggi che raccontano del balzo in avanti di sei-sette punti, non si capisce se di consenso, popolarità o solidarietà. Certo è che le cose ora gli girano al meglio: deve ringraziare il gesto di un folle come Tartaglia che l’ha tratto d’impaccio nel momento più basso.

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il volto sanguinante sul predellino: il pretesto per una scorciatoia autoritaria

il volto sanguinante sul predellino: il pretesto per una scorciatoia autoritaria

Chi deve abbassare i toni? La destra cerca di sfruttare l’occasione fornita su un piatto d’argento dalla sconsiderata aggressione a Berlusconi, per tentare di ricompattarsi all’interno, di strumentalizzare la vicenda per scopi poco nobili e tentare un colpo di mano in senso autoritario.

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Firma l'appello di Articolo 21: una manifestazione unitaria per difendere la Costituzione

Firma l'appello di Articolo 21:  una manifestazione unitaria per difendere la Costituzione

Non possiamo assistere in silenzio alle gravi minacce che il presidente del Consiglio ha scagliato contro lo stato di diritto, contro la legalità repubblicana e la carta costituzionale. Siamo ormai in presenza di un disegno teso a sovvertire l'ordine democratico e a mettere sotto tutela le istituzioni democratiche.

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Berlusconi aggredisce la Repubblica, il piano piduista per salvarsi dai processi

Berlusconi aggredisce la Repubblica, il piano piduista per salvarsi dai processi

Il viso gonfio, nascosto da uno strato di cipria. Gli occhi ridotti a due fessure con bagliori di aggressività. La bocca atteggiata a una smorfia che scopre la dentatura. Le mani chiuse a pugno che sbattono sui tavoli o indicano minacciosamente gli avversari. Se è vero che nella società dell’immagine il “corpo del capo” ne rappresenta l’ideologia, Silvio Berlusconi sta assumendo sempre più caratteristiche inquietanti.

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Informazione senza bavaglio pugnalata alla schiena. Ma non dobbiamo mollare

Informazione senza bavaglio pugnalata alla schiena. Ma non dobbiamo mollare

di Valentino Parlato

 Cari lettori e cari compagni, questo governo si conferma nemico di tutte le libertà. Il 3 di ottobre in piazza del Popolo, a Roma, c'è stata una grande e animata manifestazione per la libertà di stampa.

La risposta dell'attuale governo ci ha messo poco ad arrivare. Con un mirato emendamento alla finanziaria ha reso incerta l'entità dei contributi diretti che vengono assegnati in favore delle cooperative di giornalisti e dei giornali di partito. Sarà così il governo a decidere ogni anno quanto dare ai giornali politici cooperativi e non profit. Viene negata ogni idea di autonomia di una parte importante dell'informazione italiana, e cancellate le condizioni della sua sopravvivenza. Una legge di sostegno all'informazione, nata già nel 1981 e consolidata negli anni, viene messa radicalmente in discussione da un emendamento alla finanziaria di cui nessuno ha potuto discutere. Si passa dalla legge uguale per tutti all'arbitrio di chi governa.

Pensando a questa risposta alla manifestazione del 3 ottobre per la libertà di stampa, dovremmo avere qualche preoccupazione, forse anche maggiore, per che cosa si prepara a rispondere il governo all'enorme manifestazione del 5 dicembre a piazza San Giovanni. Quella di ieri, coma ha scritto sull'Unità Vincenzo Vita «è una pugnalata alla schiena».

Con questa pugnalata molti giornali indipendenti, e il manifesto in particolare, sono stati condannati a morte in attesa di esecuzione. Abbiamo le settimane contate. Se vogliamo sopravvivere e continuare la lotta a Berlusconi e al berlusconismo imperante dobbiamo reagire. Noi del collettivo del manifesto facendo un giornale migliore e più efficace. Dobbiamo lavorare di più e meglio se non vogliamo che il Cavaliere possa aggiungere la testata del manifesto ai suoi, già numerosi, trofei. Ma anche voi, lettori e sostenitori, nuovi e antichi, dovete impegnarvi in questo scontro. Scrivendoci, criticandoci, dandoci suggerimenti, ma anche dandoci munizioni per resistere e combattere.

Innanzi tutto comprate tutti i giorni il giornale, preparatevi a comprare il numero speciale a 50 euro, che sarà in edicola il 17 dicembre prossimo, abbonatevi e fate abbonare, sottoscrivete. So che, forse esagero, ma se mille di voi ci mandassero mille euro ciascuno, farebbero un milione di euro e la sicurezza di altri mesi di combattimento.

Scrivete e fate scrivere. In questa nostra deteriorata Italia è ancora possibile combattere ed evitare una sconfitta definitiva che peserebbe non solo su di noi, ma anche sui nostri figli. Il berlusconismo - sono d'accordo con Alberto Asor Rosa - non ha pennacchi e camicie nere ma è peggio del fascismo. Prospetta una dittatura morbida e torbida, che produce un'epidemia di corruzione morale e intellettuale. Con le nostre poche, ma tenaci forze, resistiamo e pensiamo, progettiamo la controffensiva. Anche Berlusconi finirà con lo scoppiare. Ricordiamoci il «non mollare» di chi ha fatto cadere il fascismo.

Da www.ilmanifesto.it

 

La Sinistra riparte dai simboli antichi. Ma la testa la metta nel XXI secolo

La Sinistra riparte dai simboli antichi. Ma la testa la metta nel XXI secolo

Partiti e movimenti fanno mestieri differenti che, talvolta, s’incontrano sulla ribalta politica. Altre volte gli incontri sono più complicati ma è un fatto da accettare: si tratta di entità del tutto differenti. I partiti un tempo, per dirla con Gramsci, erano la nomenclatura delle classi, ne rappresentavano avanguardie e aspirazioni e puntavano a indirizzare i "movimenti non a fondersi con essi.

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Il popolo viola scuote le coscienze: qualcosa si muove nel profondo dell'Italia

Il popolo viola scuote le coscienze: qualcosa si muove nel profondo dell'Italia

Il viola delle sciarpe, dei maglioni e dei fazzoletti si è confuso con quello delle bandiere rosse. Anche se l’accostamento non è piaciuto a Rosy Bindi (alla quale va dato comunque atto di aver partecipato al corteo tappando in parte una falla per il Pd) la riuscita e grande manifestazione del “no Berlusconi day” ha dimostrato che società civile e forze politiche della sinistra possono stare insieme.

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