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Politica

L'Italia di Napolitano e il regime di Berlusconi

L'Italia di Napolitano e il regime di Berlusconi

Chiudiamo gli occhi e immaginiamo, per un attimo, che al posto di Napolitano sia seduto sul Colle, Silvio Berlusconi. Non è un esercizio facile ma proviamoci almeno per poco. Le differenze tra i due sono talmente grandi e stridenti da rappresentare davvero due Italie diverse se non contrapposte.

Il primo ha sempre cercato l’unità della Nazione attorno a valori condivisi rispettando e difendendo la Costituzione e il bilanciamento tra i poteri. Napolitano non ama le passerelle, le volgarità, le battute goliardiche. Impersona, come il predecessore Ciampi, quell’austerità repubblicana che vigila con occhio attento su un paese spesso gaglioffo e smemorato. Tutto il contrario dell’animoso caudillo che siede sul consiglio di amministrazione di palazzo Chigi e considera gli italiani suoi dipendenti.

Le differenze tra i due uomini si sono rese drammaticamente chiare sabato pomeriggio. Il presidente Napolitano interpretando il sentire della parte sana dell’Italia afferma: “Quando oggi pensiamo e soffriamo per le vittime e per i danni del terremoto in Abruzzo non possiamo non ritenere che anche qui abbiano contato in modo pesante e abbiano contribuito alla gravità del danno umano e del dolore umano comportamenti di disprezzo dell’interesse generale e dell’interesse dei cittadini”.

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La lezione di D'Alema: al Pd servono iscritti non un Re

La lezione di D'Alema: al Pd servono iscritti non un Re

Alcune affermazioni pronunciate da Massimo D’Alema giovedì 16 tentano di fare luce sul caso-Berlusconi senza sudditanze e isterismi e tracciano un percorso per attrezzare l’opposizione prima che la  pervasività delle scelte della destra corrodano le basi del vivere civile e della democrazia repubblicana.

Dal partito di plastica alle tentazioni plebiscitarie. Per capire la trasformazione della rappresentanza politica della destra italiana e ridare slancio e prospettiva all’opposizione, D’Alema lancia una sollecitazione al quartier generale del Pd post veltroniano: “Ci occupiamo normalmente dei problemi del 3 per cento della popolazione, che sono quelli che leggono i retroscena politici dei giornali. Ora è arrivato il momento di occuparci anche dell’altro 97 per cento”.

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Il ricatto del cemento e il Billionaire in ogni paese

Il ricatto del cemento e il Billionaire in ogni paesedi Sandro Roggio

Era in conto che Soru potesse perderle le elezioni. Ma confesso che non mi aspettavo una sconfitta così pesante.

E' stata sottovalutata l'onda del berlusconismo: la destra prevale non solo tra i ceti tradizionalmente di destra ma continua a fare presa su quelli popolari, fa man bassa di voti tra gli indecisi - quelli dell'ultima ora - , ed erode i bacini elettorali delle forze politiche di sinistra. Il successo di Berlusconi è favorito da un PD e da una sinistra sfibrati, che sanno poco dell'elettorato dal quale non riescono a farsi capire.


Questo vale anche in Sardegna a dispetto di chi si era illuso - come me - che il fiero popolo sardo fosse almeno in parte immune dall' incantamento verso gli annunci di Berlusconi. Invece anche i sardi contano su di lui (" meno male che Silvio c'è"), sono orgogliosi che sia tra noi, dei suoi weekend in Gallura, vorrebbero un Billionaire in ogni paese, il Grandefratello sul Gennargentu, eccetera.

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Una sola falce e martello, la scommessa dei comunisti

Una sola falce e martello, la scommessa dei comunisti

E' una delle più importanti novità delle prossime elezioni europee ma stenta a farsi strada nel garbuglio inestricabile di informazioni politiche drogate, di battute ad effetto, di dichiarazioni-spot incomprensibili. Un pezzo della sinistra italiana ha deciso di presentare liste unitarie con il simbolo della falce e martello. I due piccoli partiti comunisti, il Pdci di Diliberto e Rifondazione comunista di Ferrero, avranno un unico simbolo, che nella grafica si avvicina a quello disegnato da Renato Guttuso per il Pci: falce, martello e stella sulla bandiera rossa e il tricolore. All'accordo elettorale, oltre a Pdci e Rc, partecipano anche Sinistra 2000 di Cesare Salvi e Consumatori Uniti. Se ci saranno degli eletti, siederanno senza equivoci nel gruppo di sinistra del parlamento europeo.

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