di Daniele Civolani
Sono stato eletto. Difficile crederci: io almeno, lo dico francamente, non lo credevo. Le prime volte che ci siamo incontrati come gruppo informale di Sinistra Aperta per Ferrara c’era solo entusiasmo, passione, voglia di darsi da fare, ma niente calcoli, strategie, incontri segreti, sondaggi, niente insomma di quel corredo che nel mio e nostro immaginario caratterizza la politica reale. Chi poteva pensare che avremmo raccolto quasi 1800 voti in meno di due mesi di campagna?
La sostanza è che sono stato eletto Consigliere Comunale di Sinistra Aperta. E adesso?
È adesso che comincia la vera partita, fare le cose oltre che pensarle.
Siamo partiti dichiarando che occorreva un metodo nuovo di fare politica, innanzitutto nella costruzione della Giunta, nelle nomine, nella attribuzione delle cariche: niente logiche spartitorie e per questo noi non chiedevamo niente, eravamo e siamo a disposizione, ma non siamo in giunta. Puri ma fuori.
Confesso di avere una grande confusione in testa sul tema delle trattative, dei posti, degli incarichi: credo ci debbano andare persone capaci, con esperienza, con progetti, ma tutto il resto, le polemiche, le spartizioni, le poltrone mi sembra non contino nulla e che invece si debba cominciare a lavorare sui bisogni reali della città.
Nel programma l’avevamo detto cosa pensavamo fosse necessario fare, preoccuparsi di chi ha perso il lavoro, di chi è in cassa integrazione, di chi non ha nemmeno quella, e quindi di chi non riesce a pagare l’affitto o le bollette e non arriva a fine mese: cosa può fare il Comune?
Questo è ciò che conta. “In una situazione difficile come quella attuale è indispensabile che l’Ente Locale agisca con forza la propria responsabilità collettiva all’interno del sistema economico, evitando di lasciare che la logica di mercato penalizzi le imprese locali, facilitando l’accesso al credito finalizzato agli investimenti e a sostegno dell’occupazione, riducendo il più possibile la pressione fiscale locale e destinando risorse aggiuntive allo sviluppo, favorendo nel rispetto della trasparenza dei meccanismi di aggiudicazione, le imprese che creano occupazione per persone svantaggiate e con maggior difficoltà di accesso al lavoro”.
E conta reagire per quanto possibile all’attacco alla scuola pubblica: nel nostro programma diciamo: “Noi siamo convinti che il tema della scuola sia assolutamente centrale per lo sviluppo di una comunità e di conseguenza riteniamo indispensabile investire risorse crescenti sulle intelligenze dei giovani, a partire da un impegno di largo respiro rispetto alle scuole ferraresi, mirato a qualificare e ad estendere in modo deciso l’esperienza formativa dei ragazzi e insieme ad aprirle alla relazione con la città, aiutando la nostra Università a superare difficoltà e vincoli contingenti che ancora limitano la sua possibilità di rappresentare quel decisivo centro propulsivo del tessuto economico e culturale della città che è insito nella sua tradizione e nelle sue potenzialità.
In questo momento le scuole di ogni ordine e grado e l’Università sono oggetto di un progressivo impoverimento di risorse umane ed economiche per effetto di una pesante politica di tagli che le dequalifica mettendo a rischio la qualità dell’insegnamento/apprendimento e la essenziale funzione di integrazione sociale del sistema scolastico, con conseguenze negative per la formazione delle nuove generazioni e per la tenuta del tessuto sociale.
Noi siamo convinti che fine ultimo di questi provvedimenti sia minare l’idea che la scuola deve essere pubblica, che essa rappresenta il progetto dello Stato rispetto a cosa debbano essere e a cosa debbano sapere i propri cittadini: la scuola, così come la salute e la giustizia, è lo specchio del grado di civiltà di una nazione”.
Aiutare dunque le scuole a superare questo momento e contemporaneamente lavorare per estendere i servizi all’infanzia, particolarmente colpiti dalla vicenda di via del Salice.
Non dimentichiamo poi l’ospedale: Ferrara è stata segnata da questa vicenda, divisa, spaccata in due, ma non è più il momento di polemizzare sul passato, ora è tempo di compiere azioni concrete perché questa struttura dia il meglio di sé, perché il trasloco avvenga in tempi rapidi e senza che lo debbano pagare i pazienti, perché si appronti una viabilità e dei trasporti agevoli, frequenti e poco costosi per l’utenza più debole, perché lo spazio lasciato dal S. Anna diventi una risorsa nuova per tutta la città.
Infine, uno dei temi fondanti per il nostro gruppo era quello dell’accoglienza, di Ferrara città solidale.
È necessario che l’amministrazione in quanto tale assuma come proprio e come centrale il tema della politica per l’immigrazione: il ruolo straordinario delle Associazioni e del volontariato sociale non può essere un alibi per la vacanza della Politica e della Amministrazione locale nel governo di questi problemi. “In questo senso è importante raccogliere la grande tradizione di solidaristica della nostra comunità ripensando profondamente il senso delle esperienze di gemellaggio e favorendo, attraverso un bando annuale i progetti di cooperazione capaci di promuovere reale sviluppo auto sostenibile e ce di andare oltre la dimensione caritativa.
Un tempo relativamente breve di governo delle destre e della Lega sono stati sufficienti per far piombare l’Italia in un clima di intolleranza e di paura verso gli immigrati che non aveva precedenti.
Le impronte digitali e le classi “differenziate” per i bambini immigrati, l’istituzione del reato di immigrazione clandestina, la regolarizzazione delle ronde ed infine la richiesta di denuncia dei clandestini a medici ed insegnanti ; al di là dei nefasti esiti legislativi che queste iniziative producono nel concreto (a valle del solito gioco delle parti che si consuma nella maggioranza), sembra del tutto evidente l’effetto devastante che queste producono nel nostro paese sul piano culturale soffiando sul fuoco della intolleranza e del razzismo che sempre più prendono piede nelle nostre città”.
In sostanza c’è molto da fare, come atti concreti e come azione di stimolo, senza dimenticare la volontà che ci anima di trovare il punto di contatto fra le varie anime della sinistra per ricostruire un soggetto credibile, di governo, ancorato agli ideali e ai valori storici della sinistra ma con la visione concreta e strategica del fattibile ora e adesso.
Io cercherò di fare il possibile con l’aiuto di quei compagni di viaggio con cui abbiamo fatto nascere l’esperienza di Sinistra Aperta, una esperienza che mi ha arricchito e che, credo, abbia arricchito anche la scena politica della nostra città.
Daniele Civolani è consigliere comunale di Ferrara e presidente provinciale dell’Anpi
































