«E’ spaventoso quello che succede al Nord dove il federalismo della Lega è una sorta di ossimoro: i loro dirigenti ne parlano tanto ma poi sostengono il governo più centralista e più nemico delle autonomie locali che si sia mai visto». Laura Puppato, da otto anni sindaco di Montebelluna e consigliere regionale per il Pd in un veneto quasi del tutto «padanizzato», preferisce andare all’attacco più che discutere astrattamente della futura organizzazione del Pd lanciata da Prodi e sviluppata dal sindaco di Torino Chiamparino: «Ma Prodi - spiega - ha comunque il merito di aver intercettato un tema che attraversa il nostro partito al Nord e che io da alcuni anni rivendico con forza».
Condivide l’idea di un partito federale con un leader eletto dai 20 segretari regionali?
«Non mi sembra davvero il tema centrale sul quale discutere. Sono invece favorevole a un partito di tipo federale che riconosca, in questo caso al Nord, specifiche caratteristiche e si radichi nel territorio».
Non un Pd del Nord?
«Partito federale che si articoli sul territorio: il federalismo del partito serve a raggiungere nel modo più aderente alla realtà gli obiettivi del nostro programma».
Una Lega di sinistra?
«Non si tratta di questo. Sento la necessità di rendere anzitutto visibile la nostra presenza per dare risposte rapide e immediate ai territori».
Invece ora il Pd è fermo?
«Anche se noi siamo un partito in campo e siamo capaci di dare risposte non siamo percepiti come tali nel Nord. Anzi spesso siamo individuati come lontani, come un partito romano. In una battuta noi dobbiamo avvicinare il comune sentire e i luoghi per assumere decisioni: serve dunque un partito federato con una struttura centrale leggera».
Dovete fare concorrenza a una Lega che è sempre più radicata...
«Il consenso alla Lega è frutto di varie cose. Ma noi dobbiamo dimostrare e denunciare apertamente questo grande equivoco: non esiste al mondo che prenda voti in nome del federalismo e di Roma ladrona un partito che governa facendo impennare i conti e le spese centrali, vedi Palazzo Chigi, con sprechi incredibili mentre taglia i trasferimenti agli enti locali. Col risultato che i territori come il nostro Veneto ricevono le briciole. Questa è la Lega».
Nel frattempo Pd e centrosinistra arretrano in tutte le elezioni. Perché?
«Perché più che concentrarci sulle alleanze dobbiamo arricchire i nostri programmi e lavorare nelle nostre realtà, dando risposte ogni giorno e con rapidità. Il voto ci penalizza anche perché i nostri elettori, quando sbagliamo, non ci perdonano nulla a differenza di quelli dei nostri avversarti. Il Pd meglio di altri rappresenta un federalismo sotto il segno dell’equità e della rappresentanza. La condizione è però di non sbagliare più offrendo soluzioni credibili ai problemi. Questo chiede la gente del Nord, non un federalismo parolaio e inesistente».
Vindice Lecis dai giornali locali del Gruppo Espresso
































