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Ritorna la scuola per ricchi, il governo nega i libri gratuiti alle elementari

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1205164305503_26270_studenti_elementari2Hanno avuto il coraggio di votare anche questo provvedimento, uno dei più odiosi. Il Pdl e la Lega hanno soppresso, all’interno ella Finanziaria, lo stanziamento di 103 milioni per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell’obbligo. Si tratta di una decisione vergognosa che smantella uno degli ultimi capisaldi della gratuità della scuola pubblica e dell’obbligo.

 

Governo e maggioranza sono senza vergogna. Licenziano in massa docenti e personale Ata precari, depotenziano l’offerta formativa, intaccano i principi di laicità, aiutano le scuole private oltre ogni ragionevole limite. La gratuità della scuola è una conquista antica, prevista dal 1964 per rispondere alla necessità di garantire a tutti la possibilità di studiare. Un punto fermo che dal 1998 in tutte le Finanziarie, compresa quella dell’ultimo governo Prodi del 2007 è stata non solo garantita ma estesa alle scuole secondarie in forme legate al reddito.

L’ultimo attacco al diritto allo studio è avvenuto quasi clandestinamente, con un colpo di mano: semplicemente non rinnovando lo stanziamento di risorse deciso dal centro sinistra nel 2007. Saranno enti locali e famiglie, già pesantemente taglieggiati dalla crisi, a dover far fronte a questa necessità.

E’ l’ennesimo esempio di scelte di governo che vogliono punire la scuola pubblica e ridimensionarla. E’ lo Stato “leggero” che la destra immagina, protervo e vendicativo, spogliato di obblighi e responsabilità in nome di un federalismo degli egoismi dove prevale chi ha più forza e denaro. Una privatizzazione che avanza nella scuola, insieme al clericalismo, e che considera la scuola un territorio da saccheggiare e umiliare, una sorta di bancomat della maggioranza di centro destra.

 

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