Nichi è un poeta. Nichi è comunista e credente. Nichi è immaginifico e gioca con le parole. Nichi è preveggente e guarda sempre oltre: oltre il comunismo, più avanti della sinistra in una ricerca inesausta che piccona idoli e tabernacoli. Nichi è tutto e racchiude tutte queste aspirazioni, le confeziona, ridimensionandole, nella riconferma alla presidenza della Regione Puglia, considerata una sorta di sancta sanctorum dei desideri di una sinistra nuova che vuole sognare ma cerca di governare.
Nichi Vendola gioca d’azzardo. In una politica dove il leaderismo ha svuotato i partiti, dove l’immagine del capo, buono o furbo che sia, ha delegittimitao la volontà collettiva, dove il leader forgia il suo popolo e non viceversa anche Vendola si muove piuttosto bene.
Nichi ha comunque deciso: deve essere ricandidato alla guida di una regione chiave nello scacchiere nazionale. Ma i partiti non ci stanno, il Pd prima nicchia e poi gli contrappone il popolare sindaco di Bari, Emiliano. E’ un’impresa difficile quella del centro sinistra e a Emiliano arriva il placet dell’Udc che in Puglia è un decisivo apporto per vincere.
Vendola si agita. Mobilita il “suo popolo” che arriva a impedire la riunione del comitato regionale del Pd. Chiede le primarie e le ottiene. Vuole una conta e sfrutta le incertezze di un Pd oscillante tra uso e abuso delle primarie e il funzionamento degli organismi dirigenti. Emiliano accetta la sfida, poi ritira la disponibilità.
Qualcuno ha detto che Vendola in Puglia ha spaccato il Pd e le forze della sinistra. Ogni giorno è infatti un referendum sul suo nome in una regione dove il centro sinistra ha governato con luci e parecchie ombre (vedi questione morale nella sanità). Nichi, il politico che unisce poesia e potere, è un quadro di assoluto rilievo, una cosiddetta “risorsa” ma naviga, comunque vadano le cose, verso la sconfitta. Che lui dice di non temere.
E’ la maledizione di una certa sinistra, quella di nutrisi e glorificarsi con “gloriose sconfitte”, medaglie da appuntarsi sul petto. L’ultimo esempio è stata la nascita a pochi mesi dalle elezioni europee della formazione di Sinistra e Libertà che non soltanto polverizzò ulteriormente la sinistra e mancò il quorum ma ne impedì il raggiungimento anche alla sinistra comunista.
Il caso Puglia è dunque da manuale. Incerto e diviso il Pd, incattivita ciò che resta della sinistra in una regione dove la destra è forte e rappresenta rapporti affaristici e clientelari ed è a tutt’oggi senza candidati. Ma la parabola di Nichi rischia di trasformarsi in una catastrofe.
































