l'Italia devastata da leggi ad personam, democrazia a rischio. Il dovere di schierarsi
Diciotto leggi ad personam per salvarsi in quindici anni. Di fronte alla tremenda chiarezza di questi dati gli osservatori stranieri si stupiscono e si scandalizzano di fronte al relativo consenso di Berlusconi nell’opinione pubblica. Sottovalutando, come lo hanno fatto in troppi in anni passati nel nostro Paese, il devastante conflitto d’interessi relativo al controllo militare di tv e radio pubbliche e private che occultano la verità.
La situazione è ben oltre il livello di guardia. L’ondata reazionaria che sta squassando le regole repubblicane ha già travolto la diga della legalità e corre a valle tutto devastando al suo passaggio: contrappeso dei poteri, diritti dei cittadini, dignità della persona.
Un clima fangoso dove la prassi e le nuove regole imposte da Berlusconi e dallo stuolo di legulei alle sue dipendenze sta sovvertendo regole e diritti fondamentali come l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
C’è un solido rapporto tra devastazione istituzionale (compreso il totale svuotamento del Parlamento dalla funzione legislativa) e degrado sociale. Il governo non risponde al grido di dolore dei cittadini colpiti dalla crisi. Agli operai dell’Alcoa, a quelli dell’Alfa e di Termini Imerse non fornicse risposte, balbetta impegni, fugge dalle responsabilità. E’ un governo che è stato capace di portare il debito pubblico a livelli record senza investire un solo euro per sostenere ammortizzatori sociali e settori deboli.
Pensiamo alla social card e al suo miserabile fallimento, un naufragio di vergogna e di inettitudine. Pensiamo alla sedicente riforma Brunetta pensata per far espiare agli statali la colpa di lavorare in un ettore “privilegiato”. Pensiamo ai licenziamenti di massa in corso nella scuola, dove si assiste a uno scardinamento di principi formativi in favore di un declassamento della professione docente.
In questi tempi dove si privatizza persino l’acqua pubblica e la destra corre verso un’idea di premierato autoritaria, si rischia di smarrirsi nell’impotenza della disperazione. Ma le coscienze si stanno scuotendo e colpisce il fermo allarme dell’ex prsiente Ciampi sullo stato terribile dell’Italia berlusconiana flagellata dallo scempio del diritto, dal disinteresse verso i lavoratori e dalle leggi ad personam.
L’ipocrita ministro Bondi implora lo scrittore Saviano a non schierarsi. E’ lo stesso terrificante consiglio che al giovane autore di Gomorra hanno consigliato gli uomini del clan dei Casalesi. Non schierarti, fatti gli affari tuoi che è meglio per te e la tua famiglia. Ecco perché la manifestazione del 5 dicembre diventa una necessità, un dovere civile di fronte agli aguzzini della Repubblica. Basta con l’indifferenza, bisogna invece schierarsi nella trincea della democrazia in pericolo per davvero. Nessuno nell’opposizione può far finta che nulla stia accadendo.