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L'inferno delle tendopoli, quarantamila terremotati scoppiano. Gli spot sono finiti

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tendopoliDall’Abruzzo arrivano urla di dolore che, forse, dalle parti dei compleanni di Noemi non si sentono. Ed è doveroso tenere alta l’attenzione sulle sofferenze di quei cittadini vittime del terremoto prima che i riflettori si spengano del tutto.

Non c’è infatti ancora chiarezza sull’entità dei finanziamenti né sulla loro erogazione. Gli abruzzesi non sanno quanto potranno spendere per la ricostruzione e nessuno capisce la girandola di cifre sparate da Tremonti.

 Ma non si tratta solo di questo. Le tendopoli stanno scoppiando: ci sono quaranta mila persone che stanno soffocando dal caldo perché il governo non ha previsto soluzioni intermedia abitative, ad esempio i prefabbricati in legno, in attesa della ricostruzione delle case.

La presidente della provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane ha lanciato l’allarme sperando di essere ascoltata dai media italiani: “La gente si sta ammalando e siamo costretti a ricoverarla negli ospedali della costa. Nelle tendopoli esistono situazione di forte tensione, risse, problemi di sicurezza”.

I soldi per riaprire le scuole non arrivano e c’è il sospetto che, dietro questa situazione, ci sia “il grande affare delle tendostrutture”. La Pezzopane constata con angoscia il grande bluff propagandistico, lo scenario di cartapesta, la rappresentazione virtuale messa in campo da Berlusconi e da tutti coloro che gli hanno dato fiducia, microfoni, flash e telecamere.

Riferendosi all’inaugurazione di una scuola qualche settimana fa a Poggio Picene, con il presidente del Consiglio barzellettiere e il ministro Gelmini, la Pezzopane ha commentato amaramente che “non vogliamo l’effervescenza di chi fa suonare una campanella in una tenda che ospita una scuola materna con 15 bambini”.

E ha invitato tutti a fare un’opera di verità. “Venite a vedere piuttosto quante scuole nel resto delle zone terremotate sono aperte e chi le ha aperte, grazie a quegli infaticabili insegnanti, presidi, istituzioni locali. Non vogliamo chi passa a far suonare una campanella o regala le magliette del Milan ai poveri bambini terremotati”.

Serve una grande azione di bonifica di tutte le bugie che ci hanno raccontato, un’operazione di verità e di giustizia, una vigilanza attenta per evitare speculazioni e inganni che si nascondono dietro gli spot del governo.

Ecco perché è giusto non spegnere i riflettori su questa vicenda.

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