Siamo dunque arrivati al punto che il governo in carica, oltre a scegliersi i direttori dei Tg e di rete, detta le scalette delle trasmissioni televisive. L’istruttoria decisa dall’esecutivo a carico di Annozero, la trasmissione di Santoro in onda su Rai Due, è un’intimidazione violenta e illegale, un tentativo di spegnere la voce flebile della libera informazione, punire i giornalisti scomodi e rafforzare invece sui media (quelli Mediaset totalmente schierati e quelli Rai normalizzati) una rappresentazione falsa e fuorviante della realtà italiana. Insomma, vogliono controllare tutto
Il tentativo da miniculpop del ministro Scajola e del sottosegretario Romani di oscurare le ragioni dell’informazione libera e priva di condizionamenti, rafforza le ragioni della manifestazione nazionale del 3 ottobre contro il bavaglio alla stampa. Che il governo non abbia alcun potere di intervento o di istruttoria sui programmi Rai ha, a questo punto, poca importanza rispetto alle azioni brutali che sta mettendo in campo.
E’ la dimostrazione che il governo Berlusconi-Bossi - debolmente contrastato da un’opposizione che fa quel che può ma fa davvero troppo poco - viola le regole e le leggi abusando del proprio potere. L’emergenza democratica italiana si trasformando in normalità, l’arbitrio e l’arroganza stanno diventando i tratti distintivi delle attività di governo impegnato sempre in campagne d’odio (impiegati statali, immigrati, studenti, magistrati, giornalisti e via elencando).
Il rabbioso attacco ad Annozero, nasce dall’angoscia di voler e dover controllare, occultare, intossicare. Il Cavaliere e i suoi uomini sono angosciati da quei cinque milioni di spettatori che hanno ascoltato, per la prima volta da una trasmissione di quella rete, la verità non edulcorata delle frequentazioni pericolose del premier Berlusconi: le feste ogni tre giorni, le trenta ragazze passate a palazzo Grazioli in poche settimane, le escort transitate nel lettone di Putin.
Cinque milioni che liberamente hanno scelto Santoro e Travaglio per capire meglio cose di cui solo pochi giornali parlano: la realtà miserabile di prostituzione e degli abissi di squallore di un mondo frequentato da persone che devono tutto a un gesto del Capo e allietato da chi portava le ragazze all’utilizzatore finale, quel Tarantini che Berlusconi chiamava anche dieci volte al giorno e che poi ha fatto finta di non conoscere..
Nonostante la normalizzazione in atto e l'abbassamento del livello di indignazione sotto soglie da allarme rosso, gli italiani non sono evidentemente del tutto assuefatti alla dittatura mediatica. E così Santoro può allegramente fare più del doppio di spettatori di Bruno Vespa che aveva cucito su misura un accogliente Porta a Portta sulle casette consegnate ad alcune decine di famiglie di terremotati aquilani. Spacciate per atto miracoloso.
Ma alla base delle ragioni ella manifestazione del 3, c’è dell’altro. C’è la volontà disperata di contrastare l’intera politica del governo di compressione degli spazi di libertà e democrazia. L’arrogante volontà di Berlusconi di non voler rispondere a legittime domande sulla sua vita privata formulate da La Repubblica, l’annuncio di cause penali e civili contro alcuni quotidiani, l’aggressione alle piccole enclave libere della Ra, l’invito alle imprese a non dare la pubblicità alla stampa scomoda sono tutti episodi di un imbarbarimento della vita civile dell’Italia e della volontà autoritaria ella maggioranza Pdl-Lega.
Questi due partiti hanno occupato la Rai, hanno effettuato lo spoyl-sistem. Alla testa hanno messo un dg, Mauro Masi che si sta dimostrando pronto a entrare in sintonia con i desideri del capo e dell’azienda concorrente: la rottura con Sky, gli ostacoli burocratici per le trasmissioni della Rai Tre in un continuo stillicidio di atti pesanti (mancata copertura legale, ad esempio per trasmissioni di punta come Report della Gabanelli), lo spostamento brutale di Ballarò per far posto al compiacente Vespa. Avanza la definizione di una filosofia aziendale che non desidera “trasmissioni contro” ma solo falsamente obiettive in realtà in sintonia con i voleri del governo.
Non deve essere sottovalutato il volenteroso contributo al rafforzamento del regime che stanno fornendo alcuni importanti giornalisti. Il Tg1 di Minzolini è un incredibile scatola vuota dove sono scomparsi i fatti. Il Tg2, privo di un’identità forte, segue a ruota. I canali Mediaset sono un megafono senza limiti a favore del governo. I giornali di famiglia o quelli controllati da Berlusconi tramite la coppia squadrista dell’informazione attaccano, diffamano, offendono, irridono gli avversari del padrone dentro e fuori il Pdl. Tutticostoro contribuiscono a creare un clima di pesante conformismo, servilismo e mancanza di spazi di libertà. Le rappresentazione che fanno dell’Italia sotto la crisi è quella di un paese che non esiste.
Il 3 ottobre non solo i giornalisti ma tutte le forze democratiche rialzino la testa. Il regime, infatti, non solo si sta rafforzando ma comincia a mandare segnali di cupa e brutale violenza.
Per saperne di più: www.fnsi.it e www.articolo21.info
































