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La scomunica: i vescovi disgustati dal gaio libertino e preoccupati dalla Lega xenofoba

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angelasozio4-1“Lo sfoggio del libertinaggio non è un affare privato”. L’affondo contro i comportamenti di Berlusconi da parte del segretario della Cei monsignor Betori non hanno avuto l’eco che meritavano da parte di gran parte dei media (con l’eccezione di Repubblica e l’Unità e una manciata d’altri giornali).

Liquidato con poche e incomprensibili parole dal Tg1 (con chi ce l’aveva Betori quando parlava di “gaio e iresponsabile libertinaggio” il tg di Minzolini e Petruni non ce lo ha spiegato), l’affondo del cardinale avrebbe meritato commenti e analisi più approfondite per una vera e propria “scomunica”.

Quando il segretario dei vescovi denuncia “lo sfoggio di un libertinaggio gaio e irresponsabile che invera la parola lussuria” a qualcuno saranno fischiate le orecchie. Come quando stigmatizza “la fatua esibizione di un’eleganza che in realtà mette in mostra uno sfarzo narcisista. Salvo poi alla prima occasione, servirà del richiamo alla moralità, prima tanto dileggiata a parole e con i fatti, per altri scopi di tipo politico, economico o di altro genere”. E’ la fotografia di Berlusconi e delle sue ipocrisie da family-day.

Tra i vescovi cresce dunque il disgusto per l’immoralità come forma di governo e vacilla, per la prima volta dal profondo, l’asse tra Berlusconi e Oltretevere. Una sorta si smottamento che nessun finanziamento alle scuole pubbliche o gli atteggiamnti da baciapile di Sacconi sembrano poter arrestare facilmente.

Ma non c’è solo il disprezzo dissimulato che tracima dai commenti dei porporati sulla vita privata di Berlusconi. Sta montando infatti la preoccupazione sulle strategie della Lega, azionista principale dell’alleanza di destra che governa l’Italia.

 Razzismo, xenofobia, intolleranza, violenza verbale sono le caratteristiche degli uomini del Carroccio che danno voce alle varie comunità del rancore esistenti in Italia. Ma questo alle camicie verdi non basta più perché ora pretendono, come osserva lo storico Alberto Melloni, di condizionare la chiesa dall’interno, sul territorio. Puntando persino a una delegittimazione dei parroci e vescovi.

Ecco perché la chiesa italiana sta alzando il livello di attenzione verso la golden-share del governo..

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