di Giulio Calvisi
Il Presidente Cappellaci non ha certo iniziato nel migliore dei modi il suo mandato al governo della regione Sardegna.
In soli due mesi di mandato la Sardegna ha visto cancellati sotto gli occhi inebetiti del proprio Presidente della Regione una serie di importanti conquiste della Giunta Soru . Le prime perdite : la Sassari Olbia e le opere collaterali al G8 di La Maddalena. La giunta precedente ed il governo Prodi avevano disposto un finanziamento con fondi Fas pari a 522 milioni di euro e l'inserimento di tali opere nella corsia accelerata delle procedure del G8.
Con la giunta Cappellacci spariscono non solo le procedure accelerate ,ma anche le risorse. Scippo di opere e di risorse. Così,senza colpo ferire. Nella stessa riunione del CIPE che sancisce l'addio al sogno di fare la Olbia Sassari,spariscono anche 400 milioni che il vecchio governo aveva disposto per le bonifiche industriali ,in particolare per Porto Torres e nel Sulcis.
Poi si è assistito alla chiusura di Eurallumina di proprietà della azienda russa Rusal e alla messa in cassa integrazione dei lavoratori. Si dice: chiusura per un anno,poi vedrete, la fabbrica riaprirà.
Se le assicurazioni dovessero valere quanto hanno valso le promesse di Berlusconi durante la campagna elettorale per le regionale - quando davanti alle telecamere in diretta telefonica con la Russia assicurò che il suo amico Putin avrebbe risolto il problema- c'è poco da stare allegri. Intanto, ad oggi, le intenzioni reali dell'azionista sono sconosciute . Nel frattempo chiudono altri importanti aziende nel sempre più debole apparato industriale del Sulcis.
Poi è arrivata al suo apice la crisi della chimica. La crisi dell'Ineos precipita, l'Eni fugge dalle proprie responsabilità, i nuovi acquirenti non danno le garanzie per un rilancio della produzione e la decisione presa dal consiglio di amministrazione della neonata Vinyls Italia di Fiorenzo Sartor di imboccare la strada del fallimento corre il rischio di concludere tragicamente la vicenda della chimica del Nord Sardegna. E non solo di quella, perche' nella filiera oltre alla produzione di Porto Torres viene colpita a morte anche quella di Assemini, con effetti drammatici anche su Marghera.
Intendiamoci,il problema della chimica è una questione nazionale,non solo sarda ,però, anche in questo caso: tante promesse nella campagna elettorale per le regionali e nessun risultato. E ,ad oggi, il Governo non fa l'unica cosa che deve essere fatta: richiamare l' ENI alle proprie responsabilità.
Poi è arrivato il G8: trasferito da un giorno all'altro da La Maddalena a L'Aquila ( previsione: a L' Aquila si farà ben poco per quel vertice,probabilmente si farà una comparsata dei leader per un giorno, ma il vero vertice si farà da qualche altra parte). Trasferimento avvenuto senza che il Presidente Capellacci ne sapesse niente e,cosa ancora peggiore, senza certezza sulla prosecuzione dei lavori nella stessa isola di La Maddalena,senza assicurazioni per i lavoratori e le imprese,manco a parlarne di indennizzi per albergatori che in quei giorni avevano rifiutato prenotazioni per poter ospitare i circa 30 mila partecipanti a diverso titolo al vertice.
Ma non è tutto : al momento si rafforza sempre di più il sospetto che gli 800 milioni dei fondi FAS per la Sardegna stanziati dalla giunta Soru e dal Governo Prodi per La Maddalena e opere collaterali della Gallura e Porto Torres prendano definitivamente altre vie.
Infine, era pronto il decreto del Ministro Matteoli per tagliare le linee della Tirrenia Genova Porto Torres e Genova OLBIA. Tentativo sventato solo perchè sindacati,sindaci e deputati sardi del PD hanno trovato Matteoli con le mani nella marmellata. Questi, bontà sua, ha annunciato la sospensione del decreto di soppressione.
Che dire: a risultato elettorale incassato, non solo sono venuti solo meno uno dopo l'altro tutte le promesse elettorali della campagna per le elettorali , ma si è andati anche oltre.
Non occorrono commenti. Speriamo valga il detto che il sardo lo freghi una volta sola.
Ma non basta: l'opposizione deve svegliarsi dal torpore,farsi sentire,non essere prigioniera delle proprie divisioni e dei conflitti interni, deve condurre una battaglia a viso aperto, a fianco dei sindaci e degli amministratori che vedono giorno dopo giorno impoverirsi le loro comunità e di chi oggi rischia di perdere il proprio posto di lavoro.
A questo governo nazionale e alla giunta regionale è possibile costruire,anche in tempi brevi, una reale alternativa di governo.
Giulio Calvisi è deputato sardo del Pd
































