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La Resistenza non si tocca. La Russa negazionista come Ahmadinejad

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partigianiNon è la prima volta, e non sarà l’ultima, che la Resistenza e l’anniversario della Liberazione vengono messi nel mirino. Revisionisti storici, se non negazionisti integrali, puntano da decenni a sminuire e a rendere ininfluente dal punto di vista militare e politico l’apporto delle formazioni armate e dei partiti clandestini nella sconfitta del nazi-fascismo.

I tentativi di ridimensionare il ruolo della Resistenza hanno degli obbiettivi politici. Il primo scopo è quello di spezzare la traiettoria storica che collega direttamente la lotta di liberazione alla definizione della Costituzione repubblicana. Interrompere quel rapporto vuol dire rimettere in discussione i principi fondativi della Carta.

L’altro obiettivo è che, se proprio si deve ricordare il 25 aprile, lo si può fare dividendo i partigiani in buoni e cattivi. In democratici e totalitari. Intendendo come arruolati nella seconda categoria i comunisti.

La Resistenza italiana è stata un fenomeno peculiare in Europa. Anzitutto perché fu un movimento di massa, non legato solo a elite illuminate ma che coinvolse larghi strati di popolazione. La guerra di Liberazione ebbe una profondissima ramificazione sul territorio e il sostegno della popolazione. Non fu guerra civile ma la lotta di un popolo contro l’invasore e i suoi collaborazionisti.

Per questo motivo fu combattuta sulle montagne e nelle pianure, nelle città e nelle valli da una complessa e articolata struttura politica e militare. Divisioni, brigate, distaccamenti, Gap, Sap, Gruppi difesa della donna, Fronte della gioventù. Ma anche interi reparti dell’esercito inquadrati nel Cil.

 

Nell’aprile 1945 i partigiani combattenti erano circa 250 mila. Il Pci ne organizzava circa la metà, mentre la restante parte era costituito dai combattenti di Giustizia e Libertà (20%) legati al partito d‘azione e il restante 30% da formazioni autonome, dalle Brigate Matteotti promosse dal Psi, dalle Fiamme Verdi e dalle Brigate Italia di area cattolica.

Giorgio Bocca nella sua Storia dell’Italia partigiana calcolava i combattenti partigiani in 10-15 mila nell’inverno 1943-1944, 50 mila nell’estate 1944 in crescita sino al settembre poi ridotti a 20-30 mila dai grandi rastrellamenti tedeschi, infine cresciuti nella primavera 1945: 80 mila in marzo, 130 mila alla vigilia dell’insurrezione e 250 mila all’indomani della Liberazione.

Il Pci è stata l’anima e l’ossatura ella Resistenza italiana. Costituì i Gap, gruppi di azione patriottica attivi nelle città, e le Brigate d’assalto Garibaldi: ne furono organizzate 1090 che contarono ben 42 mila caduti e 18 mila invalidi e mutilati.

Che La Russa e Cicchitto vogliano rimettere in discussione l’apporto della più grande forza organizzata della Resistenza (non solo armata giacchè il Pci, anche durante il fascismo, riuscì a mantenere una, seppur esigua, struttura clandestina in Italia) è inaccettabile e foriera di riscritture basate sul falso.

La tesi della destra è che i partigiani comunisti volevano rovesciare il fascismo per instaurare un’altra dittatura. Il Pci invece mise al centro della sua azione la costruzione di un movimento di liberazione  il più ampio e pluralista possibile, contrastando le posizioni estremiste o di attendismo che esistevano tra gli altri partiti. Invece di aspettare l’arrivo degli alleati, diceva il Pci, organizziamo la Resistenza e prefiguriamo la nuova Italia.

Il risultato ottenuto dimostra la validità di quella scelta con il compromesso raggiunto tra i grandi partiti che rappresentavano i filoni storici della società italiana: quello comunista, socialista e cattolico e che portò alla nascita della Repubblica e alla Costituzione del 1948.

Il Pci o il Psi non volevano fare la rivoluzione ma costruire uno stato democratico. La sinistra non voleva instaurare la dittatura del proletariato ma un regime parlamentare che fosse il più avanzato possibile per includere le masse nella costruzione della Repubblica e allontanare, con i principi rigidi della Costituzione, per sempre i pericoli delle dittature e dell’autoritarismo.

Invece di chiedere patenti democratiche a chi ha nell'album di famiglia scelte chiare come la Resistenza e la Costituzione, la destra italiana dovrebbe spiegare agli italiani che cosa vuole davvero. Quale sia cioè il suo reale intendimento. Al suo interno infatti convivono pulsioni reazionarie e clericali, tentazioni autoritarie e antidemocratiche, volontà “cesariste” e antiparlamentari.

Nel Pdl sono confluite le varie anime della destra che non riconosce e onora la Resistenza e ritiene la Costituzione un residuato bellico. Che vive la democrazia come un insieme di regole lente e macchinose, che si affida a un capo dalle funzioni taumaturgiche.

Dentro il partito di Berlusconi abitano quelli che sono stati o sono ancora i fascisti. Mentre Gianfranco Fini ha compiuto una revisione di giudizi e posizioni, i suoi ex colonnelli di An in realtà non hanno mai fatto i conti con il fascismo.

Sia quello mussoliniano che abolì le libertà, perseguitò e uccise  gli oppositori, spense la libera stampa e costruì uno stato etico, corporativo e razzista. Ma anche con la lugubre esperienza di Salò, il regime collaborazionista dei tedeschi invasori, che si è macchiato di orrendi crimini contro gli italiani. E che fu alleato del nazismo della soluzione finale della Shoah e della guerra.

I fascisti di Salò sono stati tra i peggiori criminali della storia italiana. Banditi, aguzzini, delinquenti formavano le varie bande come la Kock e la Carità che torturavano e uccidevano. I reparti repubblichini collaborarono in modo attivo nei rastrellamenti antipartigiani e negli eccidi. Sono stati circa 10 mila gli italiani massacrati, bruciati e stuprati dai tedeschi in fuga aiutati dalle Brigate nere.

Non abbiamo mai sentito Berlusconi rendere omaggio ai caduti della Resistenza e al valore della lotta di Liberazione. Così come La Russa e Gasparri non hanno mai chiesto scusa per quel regime di Salò che loro hanno tanto amato e che, certamente, portano ancora nel cuore senza vergognarsi.

 

 

 

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