Se il Pd cambia, sì al dialogo per le riforme. Berlusconi apre al confronto con il principale partito di opposizione dopo la bocciatura del Lodo Alfano, la condanna in appello dell’avvocato Mills corrotto dal capo del governo e la ripresa dei processi che lo vedono nella veste di imputato.
Berlusconi ha paura, per questo cerca il dialogo. E’ terrorizzato di trascorrere mesi nelle aule di giustizia e cerca di salvarsi con una proposta indecente che lo possa mettere al riparo. Mentre apre ad un improbabile dialogo, il suo ministro Alfano minaccia di fare la riforma della giustizia con le sole forze della maggioranza. E il suo avvocato Ghedini è stato colto con le mani nella marmellata tentando di inserire in un provvedimento di tutt’altra natura, una norma taglia prescrizioni bloccata dal Quirinale.
L’ossessione di Berlusconi sta portando il paese verso la decomposizione della democrazia repubblicana. L’aggressione alla magistratura, agli organi di garanzia istituzionale, ai suoi avversari dentro e fuori il Pdl stanno trascinando l’Italia verso un punto di non ritorno. Spiace che non se ne rendano conto molti dei commentatori “liberali” che affollano le colonne del giornale della buona borghesia lombarda già tornato nei ranghi.
Gli italiani si stanno abituando all’arbitrio. Alla legge che non può essere uguale per tutti, allo scudo fiscale che aiuta gli evasori e ripulisce i capitali della criminalità. Si stanno assuefando i nostri concittadini all’idea che sia pericoloso finire nelle mani degli agenti, che nelle carceri si possa morire non di morte naturale e che forze dell’ordine-mele marce possano ricattare uomini politici con video a luci rosse.
L’ondata di fango non è un fenomeno naturale ma è causato da una macchina da guerra che la produce e la indirizza verso i nemici di Berlusconi. La guardia pretoriana, numerosa e affannata si muove dando l’impressione di non avere controlli, come uno squadrone della morte con il compito primario di difendere l’uomo della Provvidenza. Feltri e Belpietro sono il ridotto della Valtellina di pavoliniana memoria.
Un sistema parallelo, quasi un doppio stato, è in azione con l’obiettivo disperato di salvare il Cavaliere dai processi. Ecco perché ora chiede il dialogo. Ma è una polpetta avvelenata, un tranello che ha già tentato in altri tempi per salvare se stesso e le sue Tv. Bersani ha capacità ed esperienza per capirlo da solo.
































