Falce e martello in tutte le regioni, con alleanze a geometria variabile: ispirate da una reale vocazione unitaria o costrette da uno stato di necessità per la moderna discriminazione elettorale in chiave anticomunista (in Marche e Lombardia). La Federazione della Sinistra ritorna davanti agli elettori riconfermando l’alleanza di centro sinistra in dieci regioni, l’intesa con Sinistra e Libertà nelle Marche e la corsa solitaria in Campania e Lombardia.
La FdS dimostra chiaramente di voler contribuire alla vittoria del centro sinistra superando inedite discriminazioni e incomprensibili steccati, quasi che i partiti più importanti della coalizione siano convinti della “marginalità” della federazione. Tuttavia, in sette regioni sono stati stretti accordi programmatici che consentiranno alla sinistra di far parte delle giunte. Si tratta di Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Calabria, Umbria e Puglia dove il centro sinistra ha forti chance di successo e nel Veneto dove la vittoria del padano Zaia è molto probabile.
La FdS in tre regioni ha invece stipulato un accordo elettorale: in caso di successo non entrerà in giunta. Questo accordo riguarda Piemonte, Basilicata e Lazio dove con la falce e martello corre l’astrofisica Margherita Hack.
Con i “compagni separati” di Sinistra e libertà, la Federazione ha raggiunto un’intesa di necessità nelle Marche, spinta dall’improvviso ribaltamento delle alleanze da parte del presidente uscente che ha stipulato invece l’accordo con l’Udc. La sinistra unità farà convergere i propri voti su Massimo Rossi.
In due regioni la Federazione corre da sola. Con motivazioni diverse. In Campania si pone come alternativa a Vincenzo De Luca (Pd) presentando Paolo Ferrero candidato di bandiera . Il sindaco di Salerno ha invece il sostegno di tutto il centro sinistra. Anche in Lombardia la sinistra corre da sola ma, a differenza della Campania dove ha compiuto una scelta precisa e autonoma, nella regione del Nord è stata vittima di un “veto anticomunista” del candidato del centro sinistra Filippo Penati. Correrà dunque Agnoletto con una lista zeppa di nomi illustri: da Dario Fo a Franca Rame, da Paolo Rossi a Moni Ovadia.
Dal punto di vista politico si rafforza dunque l’ispirazione unitaria della Federazione rispetto al complesso delle forze di centro sinistra, in un quadro dove Pd, Idv e vendoliani tendono a creare uno zoccolo duro della coalizione. La scelta di non chiudersi in un isolamento autoreferenziale pagherà, come sarà apprezzata dagli elettori la volontà di stare insieme e comunque per battere la destra e governare le regioni. Ma per la costruzione di una sinistra larga, la strada è ancora lunga (anche perché nella FdS vige ancora un manuale Cencelli che andrebbe accantonato).
































