Basta con le intercettazioni e norme che imbavagliano la stampa. Il patto tra Berlusconi e Bossi mette all’incasso un’altra legge vergogna, dopo i provvedimenti ad personam . Berlusconi impone il voto dela Camera su un provvedimento fatto passare per urgente (più del decreto sul terremoto o gli aiuti alla piccola e media industria): il ddl Alfano sulle intercettazioni telefoniche.
Le nuove norme ostacoleranno le indagini perché le intercettazioni avranno limiti temporali e saranno possibili solo in presenza di gravi indizi di colpevolezza. I giornali saranno di fatto imbavagliati: non potranno pubblicare i testi delle intercettazioni nemmeno per riassunto e anche se non più coperte da segreto.
La destra non ha nemmeno voluto prendere in considerazione le osservazionio del procuratore antimafia Grasso.
Il ddl Alfano prevede il carcere per i giornalisti che trasgrediscono queste nome. I più fortunati potranno trasformarlo in sanzione pecuniaria.
Si tratta di un provvedimento che danneggia la magistratura e gli organi di polizia. Il governo mette la fiducia perché sa che nella sua stessa maggioranza sussistono forti dubbi. I delinquenti, mafiosi e camorristi, che non potranno essere più intercettati (compresi politici e colletti bianchi) e la faranno franca, ringraziano il Pdl e la Lega.
































