I fatti sono questi.
Il Pil, la ricchezza prodotta dalla nazione, quest’anno crollerà di oltre cinque punti, un dato tra i peggiori nel mondo industrializzato.
Le ore di cassa integrazione e le domande di disoccupazione hanno raggiunto livelli che non si ritrovano negli archivi dell’ultimo trentennio.
La Fiat, la maggior industria italiana, si lancia sul mercato internazionale e vuole chiudere due fabbriche in Italia. E il governo gira la testa dall’altra parte.
Il nostro Paese è pesantemente criticato dall’Onu e dall’Europa per la sua politica unilaterale e xenofoba verso gli immigrati. Anche la chiesa ha fatto sentire la sua voce in aperto dissenso.
Il presidente del consiglio viene lasciato dalla moglie perché accusato di frequentare (lui nonnetto ultrasettantenne) ragazze minorenni come quella Noemi sin da quano aveva 15 anni. E la moglie Veronica pubblicamente afferma che il marito "è malato". Di cosa?
Un ministro (Brunetta) manganella i lavoratori statali ma non punisce in realtà i fannulloni. Fa solo spot.
Un altro ministro (Sacconi) ha cercato di proteggere le imprese e di scaricare sui lavoratori la colpa degli incidenti sul lavoro.
Il governo istituisce le ronde, una milizia pericolosa e incontrollata, tagliando i fondi alle forze di polizia (tre miliardi in meno).
I terremotati sono beffati dal governo (1) che nel decreto-Abruzzo ha ridotto i fondi a disposizione. Stanzia una cifra massima per chi dovrà ricostruire la propria casa, poi si scopre che solo un terzo di quella somma è formata da “soldi veri”.
I terremotati sono beffati dal governo (2) che ha spostato la consegna delle case da settembre a novembre. E non è che l’inizio delle balle spaziali.
Berlusconi decide il futuro della Rai nella sua sontuosa abitazione privata. E i rottweiler da lui sguinzagliati prima, mordono la ormai ex moglie, poi censurano due volte Vauro e persino la mite Borromeo.
I giornali della destra pubblicano la biografia a puntate del presidente del consiglio come atto di servaggio e vassallaggio.
Dal prossimo anno scolastico saranno tagliati 42 mila posti di lavoro dal ministro Gelmini.
Un ministro (ancora il devoto e pio Sacconi) presenta un ambiguo libro bianco e annuncia che, passata la crisi, farà a pezzi l’articolo 18, cancellerà lo statuto dei lavoratori e aumenterà l’età pensionabile.
Alitalia e la sua cordata patriottica di amici ancora non decolla.
Il termovalorizzatore di Acerra, inaugurato in pompa magna da B. (prima di recarsi al compleanno della piccola Noemi) in realtà è ancora spento. E fanno affari le discariche della camorra.
Il presidente del Consiglio afferma, senza ridere o vergognarsi, che la crisi è solo apparente e che basta pensare in positivo per farla sparire.
I miei quattro lettori mi scuseranno, ma dovrei ancora aggiungere che il governo vuole realizzare siti nucleari in Sardegna dopo averli negati, che la Cisl e la Uil hanno firmato un accordo separato sulla riforma contrattuale per fare un dispetto alla Cgil e un piacere alla Confindustria, che il piano casa (bloccato da Vasco errani) prevedeva ancora la sanatoria camuffata, che San Bertolaso è indagato dai magistrati napoletani… e così via. Ma non vogliamo continuare.
Quello che ci chiediamo è perché gli italiani sopportino queste vergogne. Forse non conoscono la verità perché nessuno racconta e spiega i fatti. Forse perché Berlusconi ha tre tv, ne controlla altre due, possiede e controlla giornali quotidiani e periodici patinati, case editrici. Sì, forse è per questo che l’Italia vive il sonno della ragione.
Ecco perché dovremmo preoccuparci molto se il Pdl dovesse vincere le europee con un margine troppo ampio. Berlusconi da quel momento diventerebbe incontrollabile.
































