Il dialogo della destra: smantellare la Costituzione. Brunetta svela i piani
La strategia è sempre la stessa: lanciare dichiarazioni politicamente scorrette, alcune a dir poco incredibili, per vedere l’effetto che fa. E sulla base delle reazioni che vengono provocate si decide se continuare con provocazioni sempre più inaudite oppure archiviare il caso in attesa di tempi migliori.
E’ accaduto e accade sempre più di frequente alle conquiste di questi decenni: divorzio, aborto, statuto dei lavoratori. Ora è la volta della Costituzione, quella che Berlusconi definisce “sovietica”. Brunetta non è un kamikaze. Le sue dichiarazioni contenute in un’intervista al giornale di estrema destra “Libero” sulla necessità di cambiare la Costituzione a partire dall’articolo 1, non sono libere opinioni in libertà. Si tratta invece di una delle linee di attacco alla Carta che la destra, da diverse angolazioni, sta conducendo.
E’ bastato mostrare al Pdl e alla Lega un profilo più dialogante e la risposta è stato chiara ed esplicita: l’invito-minaccia di Brunetta a saccheggiare la Costituzione repubblicana. La conferma che non si tratta di colossali cantonate del sulfureo ministro veneziano, viene dalla qualità delle reazioni a destra. Non una critica per l’aggressione alla Carta ma atteggiamenti di disappunto perché le battute di Brunetta rischiano di mandare all’aria il “dialogo”. Non bisogna mettere troppa carne al fuoco, hanno detto Calderoli e Bonaiuti. Come a dire: calma, una cosa per volta.
L’avvisaglia è livida e conferma che il 2010 sarà un anno nero. All’indomani delle sagge parole del Capo dello Stato sulla necessità di riforme sociali, la destra mette sul tavolo le sue reali intenzioni. E’inutile girarci intorno: il cosiddetto dialogo o confronto è una tattica furba di Berlusconi per prendere tempo, per alzare cortine fumogene sulla crisi e far avanzare le leggi ad personam.
La destra in queste settimane ha chiesto un generico e melmoso confronto. Ma se mettiamo in fila le proposte queste fanno venire la pelle d’oca. Processo breve, lodo Alfano-bis, legittimo impedimento, immunità parlamentare. E ora anche lo smantellamento della Carta, di quella prima parte che sembrava intoccabile perché depositaria dei valori fondamentali della Repubblica.
Anche il cosiddetto presidenzialismo o i maggiori poteri da dare al premier, come propongono alcuni da destra, in un contesto come quello che si sta definendo lascia intravedere un disegno di stravolgimento delle regole e di profonda svolta autoritaria e reazionaria.
Gli dai un dito e si prendono il braccio. Il disegno che sta prendendo forma non appare accettabile ma anzi un vero pericolo per la Repubblica. Sarebbe il caso di prenderne atto per non confondere il dialogo con la complicità.