La signora Miriam Bartolini, coniugata Berlusconi contestando apertamente il marito, chiamato affettuosamente Napoleone (la prossima volta gli metterà lo scolapasta in testa), ha messo in piazza il fangoso retroterra culturale del partito fondato e presieduto dal consorte.
Attaccando il “ciarpame” delle veline candidate, l’uso del corpo delle donne in politica utilizzate come contorno, ha demolito il mondo nel quale il Cavaliere si trova a proprio agio. Un teatrino glamour fatto di festicciole, compleanni, frequentazioni di stelline, gossip, pettegolezzi e regali costosi. Dove sono premiati gli avvocati del premier, i fisioterapisti del premier, le amichette del premier e così via.
Da Nilde Iotti a Stefania Prestigiacomo, ha detto Veronica azzardando un paragone crudele ma veritiero. Il paravento delle curve e della bellezza nasconde solo una concezione, un’idea, un sistema dei rapporti interni a quella simpatica caserma dalle persiane accostate che sembra essere il Pdl.
Dobbiamo chiedere aiuto a un uomo che conosce bene quel mondo, Paolo Guzzanti, per descrivere la situazione. Il padre di Paolo, Sabina e Caterina, ora deputato liberale dopo aver lasciato il Pdl, afferma che “purtroppo quello della mignottocrazia è diventato un problema istituzionale e politico, c’è poco da ridere”. Sembra strano che siano pochi, di fronte allo spettacolo da Bagaglino crepuscolare messo in scena dalle parti di palazzo Grazioli, a denunciare una situazione che sta diventando imbarazzante.
“Il fatto – prosegue Guzzanti – è che l’immagine dell’Italia all’estero sta diventando questa, in Francia parlano di puttanopoli e la cosa ancora più grave è che benché nel suo partito tutti sussurrino, tutti ridacchino, tutti si diano di gomito, nessuno abbia poi il fegato di fare quello che ho fatto io”. Cioè, andarsene.
Nelle liste che il Pdl ha presentato alle Europee ci sono persone ineleggibili come lo stesso Berlusconi o ministri come La Russa, alcune di quelle stelline d’avanspettacolo che il premier colloca come figuranti del suo presepe, e altri personaggi impresentabili.
Vediamo il lungo elenco di personaggi discussi. C’è l’ex questore di Napoli Franco Malvano, nei guai per associazione camorrista. C’è Vito Bonsignore, già condannato a due anni di carcere per tentata corruzione nell’appalto per l’ospedale di Asti. Ecco Aldo Patricello, imputato a Isernia per violazione delle leggi ambientali nel processo Piedi d’Argilla. L’Unità ha ricordato che “l’accusa di questi tempi particolarmente odiosa è aver messo sabbia nel cemento armato dei piloni della variante, costruttore suo fratello”.
Poi ci sono i personaggi gustosi. Come Nino Strano, ex An (nella foto) famoso per essersi straffogato di mortadella al Senato il giorno in cui cadde Prodi. Poi c’è Mastella, ripagato così per aver provocato quella crisi di governo. Su questo Carro di Tespi ecco ben visibile Lucio Barani, uno dei più pittoreschi del gruppo: quando era sindaco di Aulla aveva dedipietrizzato il suo comune, eretto una statua a Craxi cambiando il nome alla piazza già dedicata a Gramsci ed è il primo firmatario di quella sgangherata e rivoltante proposta di legge che equiparava i partigiani ai repubblichini.
Il cast del Pdl per questa volta mette in lista solo tre donne da copertina, tra cui una letteronza. Magari la prossima volta ci sarà anche quella ragazzina napoletana che chiama Berlusconi “papi”.
































