«La Lega? Abbaia a casa sua, ma a Roma lecca la mano del padrone» commenta Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. Sul crescendo di polemiche tra il partito di Bossi e Berlusconi non si fa troppe illusioni: «La Lega - aggiunge - tiene il sacco come un servo sciocco e trangugia ogni cosa».
Eppure la maggioranza traballa su questione libica e scelte economiche.
«Si registra uno scarto vistoso tra la consistente maggioranza berlusconiana, surrogata dalla campagna acquisti di parlamentari, e la divisione interna su questioni cruciali. Vale a dire sul sostegno al ministro dell’economia, sull’immigrazione e la politioca estera. Su questi temi ogni giorno anche dall’Europa arriva un colpo ai demagoghi nostrani».
Si riferisce al reato di clandestinità bocciato dall’Ue?
«Il no della Corte Ue di Lussemburgo alla reclusione per i clandestini prevista dalla legge italiana dà sollievo e conferma quanto fossero a suo tempo fondate le obiezioni nostre. Questo pronunciamento deve far riflettere chi affronta un tema così importante in termini esclusivamente elettorali e demagogici».
Sperate che la Lega stacchi, per un motivo o per l’altro, la spina al governo?
«La Lega sta reggendo il sacco di Berlusconi come un servo sciocco, trangugia ogni cosa, come le cosiddette riforme della giustizia a favore del grande capo. Se Bossi staccasse la spina sarebbe un’eventualità positiva ma noi siamo cauti sulla buona volontà della Lega. Anche se vorremmo liberarci presto di un personaggio come Berlusconi ed evitare che vada al Quirinale».
Se dovesse perdere le amministrative Berlusconi dovrebbe dimettersi?
«Certo si segnalerebbe la volontà del Paese di cambiare registro. Ma non ci facciamo illusioni: quest’uomo è arroccato al potere mentre tutto attorno frana».
Quale strategia unitaria per l’opposizione?
«L’opposizione ha davanti la questione decisiva, vale a dire proprio il cuore del sistema democratico minacciato da Berlusconi. Tutte le opposizioni devono compiere una scelta strategica: stare uniti per porsi come alternativa a Berlusconi e risolvere i problemi drammatici che ha davanti il Paese».
Il 6 maggio lo sciopero generale della Cgil. Come guardate a questa scadenza?
«Con grande attenzione. Il Paese con le scelte del governo vive una drammatica perdita di posti di lavoro, in particolare tra le donne e i giovani. Bisogna invertire la tendenza e favorire la crescita».
Vindice Lecis, dai quotidiani locali del Gruppo Espresso
































