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l centro sinistra regge, la destra fallisce l’assalto finale alle roccaforti. I risultati dei ballottaggi confermano una certa inversione di tendenza negli orientamenti elettorali del Paese e fanno intuire anche l’affanno del Pdl. La fase espansiva del governo Berlusconi, in pratica, è finita.
Il centro sinistra conferma gran parte delle città che amministrava, a partire dai comuni simbolo di Bologna e Firenze. Ma vince anche a Padova, Ferrara, Ancona, Terni, Forlì e Avellino. Restano al Pd e ai suoi alleati 27 province e tra queste Torino, Ferrara, Parma, Cosenza, Grosseto, Arezzo, Prato, Taranto, Rieti e Rovigo.
La destra conquista di pochi decimali la provincia di Milano e strappa Belluno, Venezia e Savona e, a sorpresa, il comune di Prato. Rispetto al 2004, quando tracollò ovunque, il Pdl riprende diverse province.
Ma a guardare bene il significato politico di queste elezioni (comprese le Europee deludenti per la destra) evidenzia che, dopo poco più di un anno di governo, Berlusconi ha esaurito la spinta propulsiva. Il Pdl dove vince lo fa nelle località dove la Lega è forte. Nelle altre località fa fatica ad avanzare. Nel Paese, prostrato da una crisi economica non ostacolata, e umiliato dalle vicende pubbliche e private del premier, invischiato in storie di corruzione e di scandali sessuali, sembra avanzare un senso di nausea e di stanchezza.
Il centro sinistra può legittimamente dichiarare di aver resistito bene all’offensiva della destra, ma non può certamente riposare sulle sudate conferme. Anzi, deve riflettere su non pochi arretramenti.
Berlusconi sta tentando il colpo di coda. L’affondo finale per assumere il controllo pieno del Paese. Col ddl sulle intercettazioni scambiato col pacchetto sicurezza regalato alla Lega vuole mettersi al riparo da nuove scosse. Perciò spinge affinché la legge sia talmente retroattiva da impedire le indagini sullo scandalo che lo coinvolge.
Il controllo ferreo sulla tv pubblica e la proprietà delle reti private sta portando l’Italia ad un’inedita situazione di totale oscuramento dei fatti ed espropria i cittadini dal diritto ad essere informati.
I fatti non vengono raccontati dalle tv del regime. Siano essi la beffa della ricostruzione abruzzese, che gli scandali sessuali di Berlusconi, l’informazione pubblica si piega – senza vergogna come ha spiegato il direttore del Tg1 Minzolini – alle esigenze della destra al potere.
Che ci sia dunque ancora un bel pezzo d’Italia in piedi,.è una buona notizia. Ma lo stato della Repubblica, dal punto di vista morale, politico ed economico è talmente caduto in basso che per salvare il nostro infelice paese l’opposizione deve ricordarsi di essere tale. E non dare tregua al governo-escort sulla crisi economica e sulla questione morale.
Per questo il Pd deve abbandonare le pratiche dell'autosufficienza e riscopra il gusto della ricerca dell'intesa con tutto il centro sinistra, dall'Idv ai comunisti ai verdi. Solo così si costruisce un'alternativa di governo (facendo tesoro degli errori, gravissimi, del recente passato).
































