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Fassino: il Pdl padronale scoppierà, Fini ha posto questioni di sostanza

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 fassino-1«Quello che accade nel Pdl rende evidente quanto questo partito sia una realtà fragile, sia dal punto di vista politico che programmatico». Per Piero Fassino, ex segretario nazionale dei Ds, ora dirigente del Pd, «Fini ha posto questioni di sostanza manifestando dissenso su cose decisive: i temi etici, l’immigrazione e la cittadinanza, le riforme, la giustizia e il federalismo. Grandi temi che hanno fatto emergere le differenze interne».

 Scontro tra i cofondatori insanabile?
 «Il Pdl nacque in fretta e furia alla vigilia delle elezioni del 2008, quando la nascita del Pd impaurì Berlusconi che lo vedeva un competitore che lo avrebbe insidiato come primo partito italiano. La frettolosa fusione tra An e Fi fu un operazione finalizzata a mantenere il prinato elettorale, ma priva di una sintesi politico-culturale. Tanto è vero che il dissenso ora esploso, in realtà si era già manifestato più volte in questi due anni. E alla fine le contraddizioni sono eplose».
 Berlusconi si sente proprietario del Pdl?
 «La crisi nel Pdl è acutizzata dal modo in cui Berlusconi impone una concezione padronale e proprietaria della politica e del partito dove non tollera il dissenso. Ed è avvilente vedere molti esponenti di An che hanno condiviso un lungo pezzo della loro storia politica con Fini piegarsi a Berlusconi».
 Bossi annuncia la fine dell’alleanza.
 «Dovrebbe spiegare meglio il senso delle sue parole e, se pensa che l’alleanza di centro destra sia finita, chiedere a Berlusconi di dimettersi. Dubito che lo farà. In ogni caso la maggioranza è debole, fragile e contraddittoria sulle questioni cruciali del Paese».
 Possibile uno scontro così acuto dopo un voto amministrativo positivo per il centrodestra?
 «Le tensioni esistono da quando è nato il Pdl, ma la discussione è stata sempre soffocata. Vedremo cosa succederà in Parlamento dove tra qualche settimana si discuterà di testamento biologico, di cittadinanza e di giustizia. Una linea condivisa nel centrodestra non c’è e, anzi, assistiamo a un conflitto tra linee diverse che non è riducibile affatto a uno scontro tra persone».

Vindice Lecis dai giornali locali del Gruppo Espresso

 

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