Il sito internet ancora “in manutenzione” è la conferma visibile che Sinistra e Libertà sta leccandosi le ferite. Il progetto è bloccato, militanti e dirigenti sono incerti sul da farsi, l’accordo originario tra le forze costituenti (Sinistra democratica, ex Prc e Pdci, Verdi e socialisti) è ormai saltato. SeL è in panne, ferma ai bordi della strada.
La conferma arriva da un allarmato documento pubblicato nel sito nazionale di Sinistra democratica (la componente dei Ds che non ha accettato la confluenza nel Pd) nel quale si fa il punto dello stato dell’arte e si avvia un dibattito profondo nell’organizzazione. Ma per arrivare dove?
Dopo che i Verdi e i socialisti sono usciti da Sinistra e Libertà, quello che doveva essere il contenitore della “nuova sinistra italiana” è diventato ora una scatola vuota. Stretto dal Pd bersaniano (dal profilo riformatore al di fuori della grammatica veltroniana dell’autosufficienza) e dalla costituenda Federazione della sinistra (Prc, Pdci, Socialismo 2000), la formazione di Vendola (e Bertinotti) si pone la classica domanda: chi siamo e dove andiamo?
“Si avvertono tutti i rischi di involuzione del progetto politico di Sinistra e Libertà” scrive il coordinamento di Sinistra democratica (che fa capo a Fava e Mussi). Le scorciatoie organizzativistiche si sono scontrate con la situazione del Paese e SeL invece di tenerne conto ha avuto, scrive Sd, “un’involuzione politicista a scapito dei contenuti”.
Quello che si propone è la riapertura di una stagione di confronto con il centrosinistra e la proposta di un dialogo con tutto ciò che si muove “a sinistra” del Pd. Ma la formazione di Fava e Mussi sembra insistere sulla necessità di far ripartire l’esperienza di SeL, confidano nel buon esito dell’assemblea nazionale già convocata per il 19 e 20 dicembre.
Sd insiste sulla necessità di una “nuova soggettività della sinistra italiana”. Argomento non nuovo e denso di esperienze storiche, non tutte positive. Ora SeL dovrà fare i conti con la defezione di due partiti fondatori che virano verso un rapporto privilegiato con il Pd. L’altro aspetto riguarda il confronto con la Federazione della sinistra (Prc e Pdci). Dopo le mini scissioni all’interno di quei due partiti della falce e martello non sarà facile. E' come se quei dirigentri e militanti avessero già consumato una loro personale Bolognina.
Un'altra strada potrebbe essere la confluenza nel Pd per rafforzarne la pattuglia di sinistra. Dopo Pietro Folena si preannunciano nuovi ingressi?
Per saperne di più www.sinistra-democratica.it
































