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Berlusconi scopre il 25 aprile con 64 anni di ritardo. Una goffa operazione di facciata

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partigiani2Possiamo dire che il Berlusconi partigiano non ci ha convinto? Pur facendo soltanto, e tardivamente, il proprio dovere di cittadino, il presidente del consiglio si è mosso, il giorno della Liberazione dal nazifascismo, come un turista di fronte a un monumento sconosciuto. E ci è apparso cinico e poco sincero anche se il pensiero unico a reti unificate ci farà credere il contrario.

Ha parlato di cose per lui sideralmente lontane, di fatti e avvenimenti ignoti, di azioni di lotta che non ha mai apprezzato. E’ lo stesso Berlusconi che pochi anni fa a Porta a Porta diceva che avrebbe parlato con papà Cervi, morto da tempo. Che, poi, abbia scoperto con 64 anni di ritardo, il valore della Resistenza, è certo una buona notizia, ma che cela un veleno. 

Berlusconi il 25 aprile ha fatto soltanto tanta confusione. A Roma ha cercato di usare la  pietà per tutti i morti come la moneta valida per un riconoscimento degli aguzzini di Salò. Poi a Onna ha fatto retromarcia per precisare che non si trattava di equidistanza. E ancora, per dare un tocco di folclore, ha proposto di cambiare il nome della giornata in festa della libertà. Perché non festa di primavera o della gioia o della concordia?

 No. La ricorrenza del 25 aprile non è la festività della impossibile riconciliazione, della maleodorante melassa della pacificazione che confonde le colpe e i meriti. Chi ha sempre ricordato la Resistenza e la Liberazione ha sempre saputo che era la data fondante della Repubblica democratica, della nuova Italia. In questo senso è certamente la festa degli italiani.

E’ evidente che la manovra attuata il 25 aprile è un tentativo goffo di appropriazione indebita del 25 aprile. Si vede bene che gli esponenti del Pdl sanno poco o nulla di quella storia e fanno fatica a capirla e a farla propria.

I Berlusconi, i Formigoni, gli Alemanno e i La Russa avrebbero dovuto semplicemente dire: grazie partigiani, grazie combattenti delle Brigate Garibaldi o di Gl, delle Matteotti o di quelle Autonome. Grazie al Cln, grazie ai militari italiani che dissero no. Grazie  perché avete combattuto per la libertà di tutti noi, dalla parte giusta.

Avrebbero dovuto portare un fiore sulla tomba di Arrigo Boldrini e Giovanni Pesce, di Cino Moscatelli e Luigi Longo, di Benigno Zaccagnini e Dante Di Nanni, dei fratelli Cervi e di Bruno Rizzieri e di mille caduti. Dopo anni di offese alla Resistenza, dopo gli insulti sanguinosi ai partigiani (ultimi quelli vergognosi a Ravenna contro Bulow) questo avrebbero dovuto fare, non cercare di mimetizzarsi nel 25 aprile con un atteggiamento grondante ambiguità.

E ora che Berlusconi ha detto cha farà ritirare il progetto di legge che equipara partigiani e repubblichini, faccia u nuovo passo: s'impegni a rispettare la Costituzione e giuri di non cambiarla.

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