
Daniele Melis, 26 anni, Pierluigi Solinas di 27 e Bruno Muntoni, di 52, padre di due figli. Tre operai sardi, di Villa San Pietro, morti asfissiati in una cisterna della Saras, una delle cattedrali dell’industria chimica sarda. Non è stata fatalità, né errore umano.
I tre, dipendenti di una ditta che ha in appalto le manutenzioni, lavoravano in un ambiente che era già stato bonificato. Sono stati uccisi dall’azoto, rimasto in agguato per motivi da chiarire, mentre l’uno tentava di salvare l’altro.
Si dice che alla Saras di Sarroch i livelli di sicurezza siano su standard elevati, probabilmente è solo un eccesso di propaganda. Di certo le imprese appaltatrici non sono così sicure e gli operai sono considerati di serie B.
Mentre ripenso a questa nuova tragedia mi viene in mente la faccia del ministro Sacconi. E’ l’uomo che sta tentando di smantellare il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro approvato dal governo Prodi pagando una cambiale ai suoi sponsor confindustriali.





































