Daniele Melis, 26 anni, Pierluigi Solinas di 27 e Bruno Muntoni, di 52, padre di due figli. Tre operai sardi, di Villa San Pietro, morti asfissiati in una cisterna della Saras, una delle cattedrali dell’industria chimica sarda. Non è stata fatalità, né errore umano.
I tre, dipendenti di una ditta che ha in appalto le manutenzioni, lavoravano in un ambiente che era già stato bonificato. Sono stati uccisi dall’azoto, rimasto in agguato per motivi da chiarire, mentre l’uno tentava di salvare l’altro.
Si dice che alla Saras di Sarroch i livelli di sicurezza siano su standard elevati, probabilmente è solo un eccesso di propaganda. Di certo le imprese appaltatrici non sono così sicure e gli operai sono considerati di serie B.
Mentre ripenso a questa nuova tragedia mi viene in mente la faccia del ministro Sacconi. E’ l’uomo che sta tentando di smantellare il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro approvato dal governo Prodi pagando una cambiale ai suoi sponsor confindustriali.
Il decreto legislativo 81, di questo mostro parliamo, è quello che il presidente della Repubblica ha chiesto di riscrivere, almeno nelle sue norme più scandalose. A partire dall’eliminazione di quella che salva i manager responsabili delle aziende dove si verificano incidenti. Sacconi ha promesso di farlo, ma in realtà il decreto sta per essere approvato tale e quale: uno scandalo tra i tanti di questo governo.
La norma salvamanager, ad esempio, consente alle imprese di farla franca, di scaricare cioè sul dipendente responsabilità che sono dei datori di lavoro. Norma che metterebbe a rischio il processo per i responsabili dell’orrenda mattanza alla Thyssen Krupp.
Meno prevenzione, controlli e sanzioni ridotte: secondo Sacconi, il “socialista dei padroni”, il Testo unico oggi in vigore è pieno di “eccessi formalistici”. Quello che desidera Confindustria è un ordine per il ventriloquo Sacconi.
Il Testo unico attuale prevede sanzioni severe ai datori di lavoro inadempienti sulla sicurezza. Sacconi e il centro destra, invece, ritengono che per chiudere un cantiere non basterà che al secondo controllo rimangano delle irregolarità, dovrà esserci un terzo controllo mentre il sequestro scatterà solo dopo la soluzioni alle contestazioni. Praticamente mai. Inoltre verrebbe cancellata la cosiddetta cartella di rischio personale del lavoratore.
Come mai Pdl e Lega, così ossessionati dalla sicurezza, non vedono quella dei lavoratori? Quanti altri morti dovranno pesare sulla coscienza di questi ipocriti e complici?
































