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Quegli invisibili operai: oscurati gli scioperi contro il contratto svenduto

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fiomDurante lo sciopero generale della Fiom (250 mila nelle piazze e 70% di adesioni) hanno fatto fatica a trovare posto nei telegiornali e nella grande stampa. Ma ora, pochi giorni dopo la firma del contratto separato, i metalmeccanici sono spariti quasi del tutto dalle cronache. Poche righe distratte, qualche servizio nei quotidiani della sinistra ma le tute blu sono diventate di nuovo invisibili.

Da quattro giorni le fabbriche sono agitate da iniziative della Fiom, scioperi spontanei e cortei attraversano le città. Ma l’occhio delle telecamere e i taccuini dei cronisti si fanno distratti e vuoti. Meglio inseguire le tante giravolte del ministro Tremonti, le minacce di Brunetta, le scomuniche clericali di Sacconi.

Solo il 19 ottobre, ad esempio, Genova è stata bloccata da una grande manifestazione operaia a cui hanno aderito i lavoratori dell’Ilva di Cornigliano, della Sirti, della Navalimpianti, della Controlli di sant’Olcese e della Lincoln electric Italia. A Genova hanno scioperato per due ore anche alla Siemens. Ne hanno parlato i Tg di Minzolini e Orfeo?

In Lombardia si sono fermate per un’ora la Alstom Ferroviaria e la Alstom Power di Milano, la Marcegaglia, la Nilfisk e la Abb di Lodi. A Mantova sciopero per due ore alla Belleli Energy del gruppo Exterran con presidio dei cancelli.

Corteo e assembla dei trecento fell’Alenia. Fermi anche i lavoratori della linea 1 della Carrozzeria Mirafiori. Stop di due ore all’Alenia Aeronavali di Venezia. Proseguiamo ancora nell’elenco delle mobilitazioni: a Massa si sono fermati i lavoratori della Syntec e del Nuovo Pignone, a Pisa sono state effettuate due ore di sciopero alla Asso Werke e alla Continental.

In Emilia-Romagna sciopero alla Gea technofrigo di Castelmaggiore (Bologna). In Umbria presidi davanti ai cancelli delle fabbriche e blocchi stradali con scioperi alla Zeuna Starter, Tubificio, Tct, Gruppo Garofoli, Centro rifinitura ThyssenKrupp, Gruppo Emicom, Gruppo Tk-Ast, Società delle fucine, Ilserv, Tecniref e Imec. In provincia di Perugia iniziative alla Renzacci di Città di Castello, Emu di Masciano, Cvc di di San Giustino, Aris di Montone, Iver Plast di Masciano e Black&Decker di Corciano.

Il lungo elenco prosegue con lo sciopero alla Oma Tonti, Ims, Rcm, Airom, Siemens e Franchi nell’area di Foligno-Spoleto-Bastia. Due ore di blocco in Abruzzo alla Sevel di Stessa (Chieti) e proteste alla Fiat di Cassino (Frosinone), all’Alenia di Casoria (Napoli) e Whirpool di Napoli.

Questi lavoratori mandano un forte segnale: difendono la democrazia sui luoghi di lavoro e si battono contro un contratto firmato da sindacati largamnte minoritari. Cisl e Uil, ormai piattititi su concezioni subalterne del proprio ruolo ne tengano conto. E la politica e la stampa non lascino sole le tute blu.

 

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