www.fuoripagina.net

Sunday
May 20th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

In Grecia solo i ricchi ridono: dietro le misure solo ingiustizia

E-mail Stampa PDF

0398f831a1e63495c16e795e315e5c8bNel quartiere chic di Kolonaki il ritmo della vita non è cambiato molto in questi giorni. I negozi sono sempre scintillanti, i caffè all'aperto adornati da signore con i capelli fin troppo in ordine e le unghie smaltate. Della crisi che attanaglia la Grecia non c'è traccia.

Al ristorante Pritanion, un luogo di ritrovo molto amato dall'alta borghesia ateniese, quattro signore alternano le chiacchiere ad un sorso di ouzo e un tiro di sigaretta. Sembrano appena uscite da una versione attempata di "Sex and the City". «Le misure economiche che il governo ha varato erano l'unica soluzione possibile, non esiste un piano B», spiega Anthi Leggera, un'imprenditrice tessile: «Il problema è stata la classe politica del passato e ora ci rendiamo conto che i prossimi due anni saranno difficili per il paese». E poi aggiunge: «Ma la mia azienda non è toccata dalla crisi. Per noi è business come sempre perché siamo legati al mercato europeo, non a quello greco».

Melpo Kosti, un'attrice di media fama, dai capelli bruni e il sorriso malizioso, interviene velocemente: «Questa crisi ci offre la possibilità di riconsiderare tante cose e di trovare un altro modo per creare ricchezza». «Sì, ma intanto la situazione sarà pessima per almeno 5 anni se non dieci», la interrompe Elizabeth Zacharini, la più pragmatica delle quattro, i lunghi capelli castani sparsi sulle spalle. Lei che ha un'agenzia immobiliare, la City Realtors, ha visto scendere i prezzi di mercato da gennaio, e si aspetta un tonfo ulteriore nei prossimi mesi: «Comunque noi greci non cambieremo mentalità così facilmente, non credo che qui cambierà mai davvero niente».

Christina Iakovidou, forse il dentista più celebre del paese con tutte le apparizioni in televisione, gli interventi per radio e la classe dei super ricchi come clienti, è serena: «Oh...io non ho problemi... le donne continueranno a prendersi molta cura di se stesse: ho sempre così tanto lavoro che sono presa persino nei week end». E aggiunge: «Ha proposito glielo dica a Berlusconi che mi offro di aggiustare il suo dente, quello che è stato rovinato a Natale. Lo scriva». Sorride: lunghi capelli biondi su pelle chiara.

Kolonaki è un quartiere notorio per ospitare i maggiori evasori fiscali del Paese. «Per me è diverso», interviene subito Iakovidou: «Ho studiato negli Stati Uniti e ho un'altra mentalità, e poi sono una persona famosa, e non posso permettermi di evadere il fisco. Lo scorso anno ho pagato ben 50 mila euro di tasse». Ma qui non sono tanti i liberi professionisti che versano le imposte. Tutte le tasse. Soltanto due mesi fa, quando la guardia di finanza ha osato mettervi piede, ha trovato decine di dentisti che dichiaravano duemila euro l'anno e giravano in Porche Cayenne, l'auto favorita dai nuovi ricchi. Le nuove misure economiche non toccano l'evasione fiscale, uno dei problemi più difficile da risolvere.

Ma il presidente dellla Repubblica ha appena dichiarato che questo crimine dovrebbe diventare il più severamente punito. La gente stenta a crederci. Però approva una delle manovre inserite nel piano di ristrutturazione economica: per non pagare le tasse sui secondi seimila euro di reddito occorre giustificarne la spesa tramite scontrino fiscale. Non valgono le ricevute d'affitto e quelle per le bollette. L'idea è costringere il popolo a chiedere la ricevuta non solo a tutti i negozianti, ma anche a dentisti, avvocati, geometri e notai. Un'abitudine in disuso. Al punto che nei negozi di oggetti per la casa, accanto alle bottiglie dell'olio e dell'aceto, adesso fanno capolino anche scatoline colorate, in ceramica o in plastica, con la scritta: ricevute.

E se il governo non ha toccato l'ammontare delle tariffe minime, ha però promesso di scardinare i settori delle libere professioni ed "aprirli al mercato e cambiarne le regole di accesso". I più giovani, soprattutto i figli della classe lavoratrice, ci sperano davvero.

Il sole è meno caldo ora. Anthi si copre le spalel già abbronzate. Nikos Iliopolos, il proprietario del ristorante, si avvicina al quartetto. Offre un bicchiere a tutte, e poi dice la sua: «Dobbiamo essere contro la povertà, non contro la ricchezza. E se avessimo ridotto le spese militari anziché le pensioni avremmo fatto molto meglio».

di Federica Bianchi da www.espresso.repubblica.it

Condividi questo articolo

 
" Fuoripagina.net non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornata senza alcuna periodicita'. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7 marzo 2001 "

Video Preferiti

Foto

Braccianti manifestazione 1946_b 1 maggio ferrara 1947 Braccianti manifestazione 1946_a 1 maggio ferrara 1948_ c 1 maggio ferrara 1948_ b festa 1 maggio 1948 b corteo braccianti lagosanto 1948 Sciopero lagosanto 1948 1 maggio ferrara 1948_ a 1 maggio ferrara 1948_ d festa 1 maggio 1948 a img011 img022 img020 img023 img017 img012 img019 img013 img024

Bibliografia

2imgl001 2imgl002 2imgl003
imgl004 imgl005 imgl005
imgl005