Oggi è il giorno dello sciopero generale di otto ore indetto dalla Cgil per cambiare la manovra economica del governo. «Voglio però spiegare alla Confindustria - attacca Susanna Camusso, vice segretaria generale della Cgil che oggi parlerà a Bologna - che sappiamo bene quanto sia necessaria una manovra economica, specialmente dopo che per due anni il governo ha negato la crisi senza mettere in campo una manovra anticiclica. Quella messa in campo dal governo è però ingiusta, iniqua e depressiva, per questo la vogliamo cambiare».
Non negate dunque la necessità di una manovra...
«La Cgil sciopera per cambiare una manovra ingiusta: l’attuale, come certifica persino la Confindustria, abbatte il Pil dello 0,8% e non fornisce stimoli all’occupazione, ai consumi, alle imprese. Contiene solo tagli. La Marcegaglia dice che dovremmo passeggiare a Bruxelles? Io dico che lei dovrebbe provare a guardare cosa fanno a Berlino e Londra, dove hanno varato manovre di ben altro spessore e qualità».
Confindustria dice che la fase depressiva è finita ma l’Istat presenta dati sulla disoccupazione drammatici.
«Non si può uscire dalla crisi senza il lavoro, con una disoccupazione del 9,1% e con quote di inattività giovanile di oltre un terzo. Quella italiana è una situazione drammatica e non ci si può appendere speranzosi solo ai dati dell’export. Sul fronte del lavoro le cose vanno sempre peggio, cresce la cig in deroga, aumenta la mobilità e le aziende che chiudono. Il nostro è un Paese che non ha svoltato».
Eppure da due anni si ripete che la crisi è alle spalle...
«Il governo descrive un Paese che non c’è, immaginario, ben distante da quello reale».
Come vorreste la manovra?
«Anzitutto che cambiasse di segno: non deve penalizzare i lavoratori e i pensionati, e chi possiede redditi medio bassi. Invece nella manovra del governo chi ha di più non ci rimette un euro. Noi chiediamo una strategia di sviluppo e di crescita. Invece ora non vengono toccate le grandi fortune, le transazioni e le rendite finanziarie, gli evasori».
Tremonti insiste sui tagli alla spesa pubblica.
«Dicono di eliminare gli sprechi, ma tolgono alle Regioni le risorse per lo sviluppo e i servizi. Tagliano la scuola, la ricerca, tolgono lavoro e speranza ai precari. Tutta la politica del governo è contro i giovani, comprese le scelte che obbligheranno tutti a stare più a lungo al lavoro. Il nostro è anche uno sciopero per la difesa dei diritti, contro lo smantellamento da parte del governo della legislazione sul lavoro».
La Fiat su Pomigliano si rimangia l’accordo?
«Gli impegni sugli investimenti devono essere mantenuti. Alla Fiat, e anche al governo, dico che non è utile nè giusto pensare che le fabbriche debbano essere gestite senza la condivisione come fossero caserme e comprimendo i diritti. E’ bene che Marchionne rifletta».
Vindice Lecis, dai quotidiani locali del Gruppo Espresso






























