Un milione e 600 mila lavoratori dipendenti e parasubordinati non hanno diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento. Tra i lavoratori a tempo pieno del settore privato oltre 800 mila, l’8% dei potenziali beneficiari, hanno diritto a un’indennità inferiore ai 500 euro al mese.
Peccato che queste parole pronunciate da Mario Draghi, governatore di Bankitalia, non abbiano squarciato il velo della campagna elettorale dove non hanno conquistato dignitosa cittadinanza i problemi reali dei cittadini. Eppure si tratta di valutazioni che smontano pezzo per pezzo le politiche e le misure anti crisi del governo.
Dati e affermazioni del tutto realistiche che dissolvono la propaganda di Berlusconi e Sacconi, di Tremonti e Brunetta sempre pronti a ripetere come in una giaculatoria che il governo ha già dato sui ceti meno abbienti.
Eppure il premier, tra uno scandalo e l’altro, dopo aver definito la relazione di Draghi “molto berlusconiana”, ha fatto dietrofront e, tanto per cambiare, ha smentito le sue stesse parole. Le informazioni date da Draghi non corrispondono “alle cose che emergono dalla nostra conoscenza della realtà italiana”. Prosa involuta ma chiara: Draghi è un disfattista se non un bolscevico e non vive in Italia.
Se ai dati forniti dal Governatore aggiungiamo quelli di Eurostat sul crollo disastroso del pil in Italia su base annua, abbiamo il quadro chiaro della situazione italiana: il – 5,9% a marzo del prodotto interno lordo porterà il nostro paese a chiudere l’anno con una caduta di cinque punti. Proprio come indicato da Draghi.
Cresce la disoccupazione: i giovani sotto i 35 anni senza lavoro saranno quasi 700 mila rispetto al 2008. I riflessi sul reddito sono terribili: in Italia più di 13 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1300 euro netti al mese. Circa 6,9 milioni ne guadagnano meno di 1000, per non parlare dei 7,5 milioni di pensionati che guadagnano meno di 1000 euro netti.
Cosa fa il governo per questi cittadini a parte l’aver distribuito la misery-card? Altro che il peggio è passato e ostinarsi a vedere un paese in rosa, tutto feste e sorrisi.
































