Due perle di Clemente Mastella, l’uomo che con Dini e Bertinotti fece cadere il governo Prodi ricevendo in cambio una candidatura alle elezioni europei da parte del gaio libertino Berlusconi. Clemente è il prototipo del democristiano clientelare di piccolissimo cabotaggio, capace di trucchi e intrighi pur di stare a galla.
A capo di un piccolo partito familiare (formato da mogli, figli e cognati vari, oltre a un minuscolo stuolo di cortigiani premiati con prebende ministeriali, vedi la direzione del ministero di Grazia e Giustizia all’ ex sindaco di un paese sardo che voleva impiccare il giudice Borrelli), Mastella dopo aver fatto cadere il governo di Prodi si è preso, dice lui, un anno sabbatico.
Inseguito dalla giustizia per l’inchista Why not?, ora, grazie alla generosa elezione nelle file della destra (è il terzo o quarto cambio di schieramento in pochi anni) si ritiene lavato e ripulito e può continuare a pontificare su ogni questioni, al pari dell’inutile ministro Rotondi. E dunque, terminati i bagni nella mitica piscina ceppaloniana a forma di cozza ha ripreso a esternare.
Prima perla: alle agenzie di stampa ha confessato che il suo è un ritorno “quanto mai gradito” al parlamento europeo dopo il “periodo sabbatico che mi è stato imposto”. Capito? La politica per lui è un incarico perenne, una mancia, una prebenda. Non si vede riflesso nella normalità della vita di un cittadino che si mette in fila per ritirare la pensione o va al market per la spesa.
Deve rappresentare il popolo anche se questo non ha intenzione di farsi rappresentare da lui.che invece è stato "nominato" da qualcuno.
Seconda perla: appena arrivato a Strasburgo ecco risorgere il Clemente di sempre. Arrogante e declamatorio con la voglia di impunità. Far parte della Casta deve rendere, non si rappresenta il popolo con pochi euro di paga. Il Ceppalonide sbraita per “quella miseria di 290 euro giornalieri di diaria”. Capito? Oltre allo stipendio di 7.666.31 euro lordi indicizzati sull’inflazione (al netto 5.700 euro) ai quali si aggiungono 4402 euro al mese per spese generali vero o presunte e altri 17.570 per indennità di segreteria. Oltre ai rimborsi aerei e di benzina garantiti.
Mastella si lamenta per la diaria. Giudicate voi cosa pensare di quest’uomo che considera la sua presenza nell’Europarlamento come un’occasione per condurre una vita agiata, senza problemi. Una sorta di risarcimento per chissà quali servigi. Tutto il contrario di quell’idea di servizio che dovrebbe animare gli eletti dal popolo anche se lui è stato scelto dal sinedrio di palazzo Grazioli tra una escort e l’altra dopo il lavacro rituale al Family day.












