Va a ciapà i ratt. Il milanesissimo epiteto è stato rivolto dal vice ministro padano Castelli all’indirizzo dello scrittore Saviano, colpevole di aver ricordato che Milano è stata fatta grande grazie al lavoro di centinaia di migliaia di immigrati dal Sud.
In pratica un vaffanculo.
Ma, dato che ai leghisti viene perdonato tutto, ci permettiano di indirizzare all’indimenticato ministro di Grazia e Giustizia, il mitico ingegnere acustico innamorato della Sardegna tanto da passarci le ferie estive nelle colonie penali, alcune tipiche affermazioni in dialetto sassarese in risposta alla villaneria utilizzata contro Saviano.
Anzitutto un’avvertenza. Sassari (la mia città) non è un posto qualunque. Ci sono nati i Berlinguer, Cossiga, i Segni. (ma anche Gavino Angius, Beppe Pisanu, Luigi Manconi, Salvatore Mannuzzu e mille altri) dove la politica, l’ironia, lo sfottò, la franchezza sono uno dei tratti distintivi dei suoi abitanti. Insieme alla cultura . E che per una battuta tagliente, ma quasi mai perfida, rompono amicizie decennali.
Per cui dedichiamno espressamente al padano Castelli alcuni modi di dire tipicamente sassaresi:
L’àinu nò magna pèbaru; l’àinu nò magna tanfaranu (chi è rustico di natura non apprezza le raffinatezze). Come a dire: è inutile che Saviano parli, tanto Castelli e Calderoli non lo capiscono.
Ha fattu l’intradda di lu lìoni e l’iscidda di lu mazzoni (Si è presentato con molta prosopopea ma ha poi dovuto allontanarsi di soppiatto per la vergogna). Traduzione: da ministro della giustizia a vice ministro addetto alle strade, molta strada non ha fatto.
Lu maccu impara perdendi (Chi fa da matto impara a proprie spese). Non c’è bisogno di spiegazione.
La paga di lu bòi dumaddu (la ricompensa del bue da lavoro che dopo una vita di fatiche viene portato al macello). Quella che riceveranno i leghisti quando Berlusconi sarà mandato a casa.
Cumenti di vèdini ti trattani (come ti presenti sarai trattato). E’ il caso di quei politici con la pochette e cravatta verde, incapaci di capire cosa sia una Repubblica democratica, una e indivisibile.
Chizigiubaddu (sopraciglia unite). Chizzigiubaddu tradiddòri (persona con sopraciglia unite, persone di poca fede): guardate Calderoli e poi mi dite.
No a fazi fòggu chi fumu no éscia (non si può fare fuoco senza produrre fumo) vale a dire che le cattive opere presto a tardi si appalesano dai trsiti risultati. E’ il destino del governo Berlusconi-Bossi.Tremonti-La Russa?
Ma i leghisti capiranno l'ironia?
Proverbi tratti da Salvatore Diego Sassu, Il dialetto di Sassari (1963)












