In Abruzzo non c’è ancora nessuna vera ricostruzione ma solo una serie di interventi-spot lanciati come coriandoli negli occhi delle decine di migliaia di sfollati ancora senza casa e prospettive. Sull’Abruzzo colpito dal terremoto Berlusconi sta tentando di far passare una sfilza di bugie impressionanti, diffuse da un’informazione acritica.
Case provvisorie diventano “la ricostruzione” grazie a un’orchestrata e abile regia anche se sono solo poche decine le persone che ne usufruiscono. Dice Berlusconi che gli interventi sono stati realizzati tagliando sprechi e spese improduttive. In realtà il “premier” ha saccheggiato i fondi Fas per le aree sottosviluppate sottraendole quindi agli investimenti già programmati nelle regioni meridionali.
Ma c’è un’altra bugia. Berlusconi aveva promesso che la metà dei lavoratori impegnati nella ricostruzione sarebbe stata abruzzese. Peccato che non esista, come denuncia il senatore del Pd Giovanni Legnini, nessuna norma che lo preveda. La realtà è infatti ben diversa.
Il governo non sta pensando invece ai 17 mila disoccupati creati dal terremoto che a fine anno si ritroveranno sena ammortizzatori sociali. Altro che le balle del “premier del fare”.












