L’auto, la Renault New Scenic, è condotta da un uomo, un normale genitore quarantenne, che “raccoglie” i propri figli in varie parti della città (dalla scuola, da casa) per portarli in gita. Sono i figli avuto da due donne. Dall’attuale moglie e dalla precedente. Queste sono le immagini, piuttosto leggibili, di un video pubblicitario trasmesso sulle reti pubbliche e private italiane.
Ma il cardinal Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna,ci ha visto, nientemeno, che l’esaltazione alla poligamia. Racconta il porporato: “Mi è capitato di vedere uno spot televisivo che, per promuovere la grande capacità di un’automobile, esalta la poligamia. Una bella automobile che consente all’uomo che la guida di raccogliere tutti i bambini avuti dalle tante mogli”.
Il cardinale conclude che “sono cose inammissibili in un paese che riconosce la monogamia come un valore non più discutibile”. Dunque “ci sono già in Italia i presupposti culturali perché venga legittimata giuridicamente la poligamia”.
Questa dichiarazione così preoccupata è stata pronunciata a Bologna il 24 maggio.Il video della Renault può piacere o meno. Al pari delle pubblicità del Mulino Bianco o di Giovanni Rana che, invece, ispirano sentimenti legati alla famiglia. Siamo nel campo delle opinioni.
Non ci sorprende però che Caffarra, abbia visto quelle immagini con gli occhiali deformati dell’intransigenza. Caffarra che parla di poligamia – ci vuole davvero una bella fantasia – in realtà si riferisce al divorzio, il suovero bersaglio. Perché le immagini spiegano bene che quell’uomo, il padre dei bimbi, è divorziato. Se è questo che non piace a Caffarra ci dispiace ma il divorzio è una conquista civile, una legge dello Stato che ha attraversato indenne un referendum clericale.
Il cardinale dovrebbe dunque, ci consenta, compiere un duplice sforzo. Accettare, anzitutto, che uomini e donne decidano del proprio destino e della propria vita evitando anatemi fuori bersaglio.In secondo luogo riflettere meglio su ben altri esempi su cui esercitare il suo alto magistero. Quelli sì inammissibili e che mettono in discussione la monogamia come valore non discutibile.
C’è un matrimonio, andato in pezzi perché il marito "va con le minorenni" ed è "malato", dice la moglie. Si tratta di un anziano e ricco signore, che ama circondarsi di ragazzine trasportate nelle festicciole, come una mandria di carne fresca per il piacere del sultano.
E' un potente che ricopre incarichi pubblici, più volte inquisito e che, presumibilmente, se ne infischia dei dieci comandamenti. E' però un patito di family day.
Ci sarebbe piaciuto sentire dai pulpiti discorsi infiammati sulla decadenza dei costumi e appassionati sermoni sulla famiglia. Nulla da dire, eminenza, sulla moralità di quest’uomo?












