Sul palcoscenico del dolore e della disperazione, Berlusconi ha calcato i panni dell’uomo di governo che mantiene le promesse. Il suo show propagandistico a Onna per la consegna delle casette di legno a una sessantina di famiglie di sfollati è stato un modo maldestro per appropriarsi di meriti che non sono suoi e del suo governo.
Le casette infatti non sono state realizzate con i pochi fondi stanziati dall’esecutivo e spalmati al 2032 ma con le offerte della Croce Rossa e della provincia di Trento che le ha realizzate pagando la messa in opera.
Berlusconi si è fatto bello sfruttando telecamere e trasmissioni compiacenti, ripetendo slogan che non hanno riscontro con la realtà come l’affermazione del presunto tempo di record per la ricostruzione.
I conti non tornano e certo non sarà il Tg1 di Minzolini a spiegare agli italiani cosa sia effettivamente successo. La scadenza è invece dicembre: il governo si è impegnato a consegnare abitazioni a 4500 nuclei familiari. Che ne sarà delle altre 18300 famiglie senza casa e dimenticate? Che ne sarà del recupero degli edifici danneggiati, dei centri storici?
Spenti i riflettori la realtà resta durissima. Per ora quel pugno di famiglie che ha avuto un tetto sulla testa deve ringraziare Cri e Provincia di Trento. Non Berlusconi e San Bertolaso.












