Ritornato sul luogo del delitto, Littorio Feltri, il manganellatore della real casa, ha abbozzato timide scuse al povero Dino Boffo, l’ex direttore dell’Avvenire schiantato da una campagna micidiale dell’house organ di Arcore.



Ritornato sul luogo del delitto, Littorio Feltri, il manganellatore della real casa, ha abbozzato timide scuse al povero Dino Boffo, l’ex direttore dell’Avvenire schiantato da una campagna micidiale dell’house organ di Arcore.
Littorio non ha detto: ho sbagliato, ho fatto una carognata di cui mi vergogno. No. Ha solo balbettato un tardivo riconoscimento sulla grande dignità dell’uomo Boffo. Punto e basta. Non si è trattato di scuse e nemmeno di dietrofront ma di un piccolo moto di vergogna che il manganellatore ha provato dopo aver intorbidato la politica per conto terzi.
In pratica abbiamo assistito a un atto di vigliaccheria, altro che di coraggio come ha subito detto il Quagliariello di turno (sì, quello che vuole decidere come gli italiani devono vivere e morire). Il Vaticano, infatti, non ha assolto Feltri. Ha invece continuato a parlare di giornalismo spazzatura e di dietrofront inadeguato. Naturalmente del piccolissimo conato di coscienza di Littorio hanno parlato solo alcuni giornali, i soliti quotidiani bolscevichi. Mentre invano si sarebbe trovata la notizia su i telegiornali del regime: Tg1, tg2 e Tg5 hanno infatti scelto di ignorare la notizia.
Per Minzolini, Orfeo e Mimun era troppo sollevare il tombino.