Nasce la velina da esportazione emessa dal miniculpop addetto alla stampa straniera. Non è una minaccia ma un impegno assunto dall’inutile ministro Brambilla che, finalmente, si è accorta della pessima immagine che all’estero hanno del nostro Paese.
Dopo migliaia di articoli dei più prestigiosi quotidiani, di copertine feroci di mensili e settimanali e di attacchi diffusi dai siti internet e dalle tv di tutto il mondo con Berlusconi come oggetto principali delle attenzioni (gli argomenti non mancano: dal sesso con le escort alla corruzione in atti giudiziari, dall’intimidazione ai media all’indifferenza sulla crisi, dal razzismo e dall’omofobia alla distruzione della scuola pubblica per citare gli argomenti più gettonati) la Brambilla si deve essere accorta che qualcosa non va.
Ma, invece di guardare la luna, si concentra sul dito. La colpa della pessima immagine dell’Italia? Di media prevenuti e imbeccati dalla potente stampa di sinistra italiana che offusca e nasconde quanto di buono e di bello c’è nel nostro Paese.
Incurante del ridicolo la signora ministra ha dichiarato che sarà presto al lavoro una task force col compito di mettere qua e la qualche cerotto. Lei è convinta che “sui tavoli dei vari direttori di tutti i giornali del mondo non arrivino abbastanza notizie sulle eccellenze italiane”. Qui si sbaglia la ministra salmonata: dall’Italia arrivano molte notizie e sono davvero pessime. Per questo la libera stampa di ogni latitudine (a differenza di parte della nostra) non crede più alle bugie di Berlusconi e pensa che quest’uomo sia come un virus, che cioè possa infettare il vecchio continente.












