La sorpresa e lo stupore si trasformano in rabbia e incredulità. Lo sguardo di Berlusconi davanti alle contestazioni che lo accompagnano da qualche settimana, sempre più numerose e rumorose, somiglia a quello del dittatore rumeno Ceausescu quando la piazza di Bucarest rumoreggiò al suo ultimo comizio prima della fuga. Impossibile per gente come loro, convinte di essere amate da tutti, essere contestate.
Hanno cominciato alcuni cittadini abruzzesi terremotati che lo hanno atteso a Napoli, all’uscita dalla prefettura. “Stai rovinando l’Abruzzo, resta a Roma” gli hanno gridato prima di essere identificati dal battaglione di uomini del servizio d’ordine. Giorno per giorno le contestazioni si sono moltiplicate. Dove c’era Berlusconi attorniato dai suoi pretoriani col sorriso sfoderato per le telecamere arrivavano decine di persone a dissentire e criticarlo democraticamente.
Così a L’Aquila, Bari, Firenze, Prato e Napoli. Lo hanno fischiato persino i miti commercianti della Confesercenti e lui ha reagito alla Brunetta, in modo sprezzante. Poi è arrivata la contestazione più dolorosa, quella dei tifosi del Milan con striscioni dal contenuto inequivocabile: gli dicevano di togliersi dai coglioni. Letteralmente.
A quel punto è scattata la controffensiva. Ignorare, minimizzare, denigrare. Lo scenario di cartapesta messo su per i telegiornali è stato rivisto. Solo riunioni al chiuso con presenze rigorosamente selezionate, come è accaduto a Firenze.
Deve essere salvaguardata l’immagine di un uomo che si considera al di sopra dei comuni mortali, animato da un vitalismo inesauribile, capace di superare le difficoltà – anche quelle personali – ma sempre e comunque vincente.
Avete per caso visto le immagini in tv del premier contestato che torna ad essere un comune mortale? Nulla di nulla. Ci resta soltanto il sorriso forzato di Berlusconi, la sua sicurezza non oscurata dai chili di cerone, la battuta tagliente immancabilmente contro la sinistra. E radunata attorno a questo simpatico galletto italiano, capace di far sognare minorenni e nonne, quella che D’Alema chiama la “minoranza rumorosa e fanatizzata” dei suoi sostenitori.
Un caso evidente di manipolazione della realtà coniugata all’ipnosi di massa di modelli televisivi ancorati alla difesa di ben precisi interessi. Da Orwell a Mimun, da Mac Luhan a Emilio Fede.
I video di alcune contestazioni che non ci hanno fatto vedere in tv:
http://www.youtube.com/watch?v=rBn8mfnj8QY
http://www.youtube.com/watch?v=m5UpVjPmrhg
http://www.youtube.com/watch?v=N_MH3TR7JWo
http://www.youtube.com/watch?v=0pcMBvwzzHk












