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La Rai del regime, la paura per Daria e il silenziatore di Minzolini al Tg1

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minzolini_big1-300x234Sulla Rai il dominio di Berlusconi e dei suoi uomini dilaga senza incontrare più resistenze. Dopo aver conquistato tutti i capisaldi informativi e presidiato l’intrattenimento (in particolare quello più cretino e superficiale ma che fa tanto consenso) ora la destra preme per normalizzare anche la riserva indiana di Rai tre.

 

Nel frattempo, il più importante telegiornale italiano, il Tg1, si è ormai totalmente omologato ai desideri del premier. Il fido Minzolini non riceve ordini ma li precede e li interpreta. Così è stato quando ha letto con voce tagliente e atteggiamento tracotante i suoi editoriali contro la manifestazione per la libertà di stampa e quando dallo steso pulpito  ha attaccato la magistratura.

Minzolini si è dato un compito. Rappresentare una realtà che non esiste e oscurare la verità dei fatti. Il suo telegiornale sta diventando un esempio di scuola che supera tutti i cinegiornali di regime. Leggendaria è diventata ka sua presa di posizione di non dare conto degli scandali sessuali di Berlusconi derubricati a “gossip”.  Gli ultimi episodi sono incredibili. Uno di questi  riguarda l’omissione dell’attacco della Lega Nord al cardinale arcivescovo di Milano Tettamanzi. Il silenzio è durato per ben due giorni, il 6 e il 7 dicembre, rotto soltanto dall’intervento di Napolitano che ha spezzato l’incantesimo.

Rizzo Nervo, un consigliere di amministrazione Rai in quota centro-sinistra, si è chiesto se è una notizia quella di un ministro (Calderoni) che paragona un cardinale a un sacerdote mafioso. Domanda retorica con risposta incorporata: Minzolini non dà notizie che possano in qualche modo incrinare l’immagine edulcorata della società italiana che piace ai partiti di governo. Così come faceva il fascismo quando imponeva solo belle notizie e vietava di parlare di suicidi e omicidi.

Ma il Tg1 nella sua inarrestabile ricorsa al record della piaggeria e del conformismo, evita persino di dare la notizia delle scuse, tardive e oblique, di Vittorio Feltri direttore del Giornale di famiglia a Dino Boffo: l’aggressivo mastino di Arcore era riuscito a dire che, forse, aveva sbagliato nel massacrararlo con notizie false e a costringerlo a lasciare l’Avvenire. Per Minzolini anche questa è una non notizia.

Ma la Rai di questi tempi è un umiliante circo dove si fa a gara per umiliarsi ai voleri della destra. Come non giudicare in questo modo la defenestrazione del capo di Rai Tre, Ruffini? E la mancata diretta sul tg3 (che pure l’aveva richiesta) della manifestazione del No Berlusconi day? E perché la trasmissione di Daria Bignardi, l’Era glaciale suRai due è andata in onda con ben 50 minuti di ritardo, sostituita da cartoni animati della Disney? Qualche solerte funzionario ha voluto soppesare, con la fronte imperlata di sudore e le forbici in mano, le parole di Fiorella Mannaia e di Morgan intervistati dalla conduttrice e critici con Berlusconi.

Se non è regime questo, come lo chiamiamo?

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