Della serie “cosa non si fa per campare” questa volta peschiamo dal mazzo la dichiarazione del noto attore romano Claudio Amendola, da sempre fan dichiarato di Bertinotti, l'indimenticato protagonista di mille serate a Porta a Porta. Durante un’intervista radiofonica, il figlio del noto doppiatore Ferruccio ha confessato che alle regionali del Lazio aveva deciso di votare la candidata berlusconiana, Polverini. Ma poi avrebbe cambiato idea per la probabile presenza di Emma Bonino per il centro sinistra
.Alla domanda perché uno che si è sempre dichiarato di estrema sinistra dovesse votare una di destra, l’attore dei Cesaroni ha replicato che è la Polverini a dire cose di sinistra. La tendenza “quasi quasi la Polverini” è un venticello che s'insinua negli elettori del centro sinistra nauseati da trans e Marrazzi. Ma un adulto, mediamente acculturato e appena informato dovrebbe avvertire l’acuto odore del potere che emana dalla Polverini. Ecco perché molti personaggi non possono restare indenni.
Polverini di sinistra perché non va giù al fascio-leghista Vittorio Feltri? Mavalà, direbbe l’avvocato Ghedini. Si tratta di una mistificazione, di un accontentarsi del meno peggio visto che in quel campo ci sono Gasparri e Cicchitto. Certo la Polverini è una sindacalista che ha davanti agli occhi il fallimento del governo sulle politiche sociali e spesso si è trovata al fianco della Cgil. Ma lei stessa ha detto che sulle questioni etiche, e non solo, è molto ma molto di destra.
Cerchiamo allora di segnare qualche punto fermo, almeno per togliere ogni giustificazione ai trasformisti. Primo: l’Ugl della Polverini ha firmato l’accordo separato sulla contrattazione voluto da Sacconi che toglie salario e diritti e che il sindacato più rappresentativo, la Cgil, non ha voluto accettare. Secondo: la sua candidatura è stata certo proposta da Fini ma voluta e accettata anche da Berlusconi. La Polverini, infatti, da mesi è in campagna elettorale utilizzando il suo sindacato con molte apparizioni in tv. Terzo: dovrebbe spiegare come mai in suo sostegno si è già schierata tutta la zavorra nera del neofascismo romano, compreso Adriano Tilgher.
E' certamente una persona per bene e sembrerà anche “de sinistra” ma si può votare una così di destra? A Roma c'è già Alemanno con la sua croce celtica al collo. Basta e avanza per la città medaglia d'oro della Resistenza.












