Il disfattismo è dietro l’angolo. L’intelligenza col nemico albionico evidente. Radio e televisione di regime (dal Tg1 alla trasmissione radio Zapping diretta con arroganza da un energumeno che si chiama Aldo Forbice) tagliano o criticano come poco opportune le voci in dissenso dalla glorificazione del leader che parla nientemeno con Obama e passeggia con lui sul palcoscenico del dolore del terremoto.
Il regime reagisce con i manganellatori mediatici alle critiche della stampa straniera che incalza Berlusconi e lo definisce un giullare e un buffone. Che scava dietro un’organizzazione considerata deficitaria e insufficiente. Che chiede al “premier” di rispondere alle imbarazzanti domande sulla sua vita privata di frequentatore di minorenni e prostitute.
Ma questo regime attacca con fastidio anche le pacifiche manifestazioni di civile dissenso dei senza tetto, degli sfollati furibondi per le mancate realizzazioni e per le promesse seriali di Berlusconi. Che all’Aquila zampettava qua e la con l’amico Barak e l’amico Dimitri mentre la Merkel cercava di restare a distanza di sicurezza per evitare imbarazzanti vicinanze.
Tg1, Tg2 e le tre reti di proprietà di Berlusconi hanno coperto l’avvenimento del G8 con l’ansia di ricostruire l’immagine infangata del loro principale. Una sorta di culto della personalità imbarazzante, privo di qualsiasi spirito critico o quanto meno di distacco sereno. Invece gli hanno costruito attorno il palcoscenico dove il Caro Leader ha cercato di riaffacciarsi sullo scenario internazionale.
Ma l’Italia non è solo scandali sessuali e gossip, leggi ad personam e razzismo di stato, sottovalutazione della crisi e inadeguatezza del governo. L’Italia è anche il mancato rispetto degli aiuti per l’Africa e l’alleato principale dei paesi meno sensibili alla difesa dell’ambiente e che ostacolano il taglio dell’80% di gas serra entro il 2050.
Finito il G8 resteranno le macerie del terremoto e quelle personali del premier. Un po’ di fondotinta non gli farà recuperae la verginità.












